L’emergenza.

La dermatite blocca 14 aziende agricole 

Alla fiera del bestiame di Ollastra ammessa soltanto un’impresa della zona 

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Quattordici aziende agricole non potranno partecipare alla fiera di San Marco di Ollastra. Effetto delle restrizioni legate alla dermatite nodulare bovina che costringe allo stop gli allevatori che oggi avrebbero dovuto prendere parte alla tradizionale mostra mercato. E intanto proseguono le visite cliniche negli allevamenti dopo l’abbattimento dei capi infetti, al momento non si registra nessun nuovo contagio.

Stop alle aziende

Oggi al taglio del nastro della mostra mercato del bestiame dell’Oristanese sarà presente solo un’azienda mentre le altre 14, che sarebbero dovute arrivare da diverse parti dell’Isola, sono rimate bloccate in osservanza delle norme contro la diffusione della dermatite. Troppo alto rischio di movimentare il bestiame e tenerlo in un unico spazio proprio in un momento in cui l’allerta sul fronte dei contagi è ancora molto alta. Gli organizzatori hanno però deciso di far partecipare alla fiera un’azienda allevatrice, scelta perché vicina territorialmente a Ollastra: si tratta dell’azienda di diretta dall’allevatrice Ilaria Pisu, che ha terre fra Villaurbana e Siapiccia. Gli organizzatori fanno sapere che il bestiame si sposterà a piedi, secondo l’antica tradizione della transumanza. Bloccati anche i buoi che avrebbero dovuto portare il giogo, addobbato con stemmi e stendardi della mostra.

I controlli

Sono in corso le operazioni di pulizia e disinfezione dopo che si sono concluse gli abbattimenti di tutti i capi bovini affetti da Lumpy skin (dermatite nodulare contagiosa) di Villaputzu e Muravera. E intanto proseguono i controlli e le visite cliniche negli allevamenti da parte dei veterinari della Asl 8: per ora non sono stati registrati nuovi contagi. «È auspicabile che si sia trattato di casi isolati – fanno sapere dalla Asl 8 - se la situazione epidemiologica perdura, le misure di restrizione potrebbero essere presto revocate. Così potranno essere sbloccate le movimentazioni da vita (ossia il trasferimento di animali vivi da un allevamento all'altro o verso pascoli, stalle di sosta o centri di ingrasso), intra regione all’interno della zona di restrizione e tutte le movimentazioni extra regionali».

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