L’iniziativa.

«Insieme contro la violenza sulle donne» 

Valentina Pilia, sfuggita a un femminicidio: urgente educare le nuove generazioni 

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Ha rischiato di morire per mano di un uomo che, davanti a un rifiuto, ha afferrato un fucile, premendo il grilletto per ucciderla. Valentina Pilia, insegnante di flamenco, è viva per miracolo. Chi ha tentato di ucciderla subito dopo il tentato femminicidio si è tolto la vita. Sono trascorsi quasi due mesi da quel drammatico episodio, davanti alla palestra in via Renzo Laconi, a Mulinu Becciu, e Valentina ha reagito. Prima con un video in cui invitava le altre donne vittime di violenza a ribellarsi: «In tante, in troppe, stiamo ancora subendo una qualche forma di violenza: uniamoci per creare una rete sempre più fitta e coesa. Facciamo rumore». E poi organizzando un’iniziativa proprio su questo delicatissimo tema: domani dalle 19,30, a Su Tzirculu in via Molise, ci saranno dei momenti di dialogo e confronto, proposte di educazione emozionale ed esibizioni di artisti. «Perché», spiega, «bisogna ragionare e capire cosa possiamo fare in prima persona e cosa proporre e chiedere per lavorare sull’educazione, in particolare di quella alle emozioni».

Le riflessioni

Purtroppo la cronaca ci racconta di troppi femminicidi: l’ultimo, in ordine cronologico, quello di Lorena Isceri gettata dal viadotto dell’A1 dall’ex fidanzato che si è poi buttato, togliendosi la vita. «La giornata che stiamo organizzando è importante perché il tema riguarda tutte e tutti», prosegue Valentina Pilia. «Si parlerà del dramma di queste violenze che succedono purtroppo ancora troppo spesso ma anche di come possiamo fare per destrutturarci come società, dal punto educativo e anche politico». Da qui il titolo alla serata: L’unica arma è la voce. Ci saranno diversi artisti: le Lucido Sottile, Valentina Puddu, Elisa Zedda, Giacomo Casti, Jesus Gallo, Mitja Obed, Daniel Carbonell, Gema Arriaza Rodrigueze e la stessa Valentina Pilia. «La parte artistica», prosegue, «è fondamentale: smuove qualcosa nelle coscienze delle persone. Ci arricchisce. Molti degli artisti che saranno in scena hanno già proposto lavori con al centro la tematica della violenza sulle donne. È importante la parte riflessiva interiore: l’arte riesce a fare questo, arrivando nel profondo ed emozionandoci». E poi dialoghi e riflessioni con il sostegno dell’associazione Donna Ceteris, che si occupa quotidianamente di dare sostegno alle vittime di violenze, e momenti di educazione emozionale con Fernando Perejon Rafael e Gabriela Martinez.

I messaggi

Dopo il tentato femminicidio, Valentina Pilia è stata travolta da un’enorme solidarietà. «Ho ricevuto messaggi vicinanza, parole di conforto e amore: è stato sorprendente. Mi è stato di conforto dopo aver vissuto quei tragici momenti. Ho visto una comunità che si smuoveva davanti a questo dramma». Tante donne le hanno scritto: «Donne», sottolinea, «vittime soprattutto di violenze domestiche: quelle più difficili da scardinare perché è complicato scappare, per trovare pace, dall’ambiente in cui si vive tutti i giorni».

Il ricordo

Valentina ha una certezza: «Bisogna lavorare sull’educazione da dare alle nuove generazioni. È la radice dei comportamenti che poi diventano automatismi quando si è adulti. Serve entrare nelle scuole per insegnare l’educazione alle emozioni: è qualcosa di cui si parla sempre di più e che nelle nuove generazioni potrà dare i suoi frutti». Chi ha cercato di ucciderla aveva probabilmente un disagio: «Nel modo in cui si rapportava con gli altri faceva trasparire un disagio, quasi un’infelicità verso la vita. Almeno questo è quanto abbiamo notato nella scuola per quel poco che lo abbiamo potuto conoscere. Ma non ho mai pensato che fosse pericoloso, non ho mai avvertito una sensazione di pericolo». Il cambio è avvenuto repentinamente: «Quando ho dovuto mettere un limite perché riguardava la serenità mia e degli altri», conclude, «ha avuto una reazione da subito esagerata, violenta anche nelle parole. E quando ho messo un’ulteriore distanza è successo quello che purtroppo sappiamo».

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