Agiscono con metodo preciso. Entrano in azione in giornate di caldo torrido, vento e allerta alta per il rischio incendi. Piromani e incendiari, sempre più spesso seriali, che grazie alle nuove tecnologie e al lavoro degli inquirenti, vengono scovati. L’ultimo, circa un mese fa, era stato incastrato dagli investigatori della Forestale, coordinati dalla Procura di Oristano, che presta sempre particolare attenzione agli incendi boschivi per i danni sull’ambiente e gli effetti sull’economia e le comunità.
Santa Giusta
Il metodo era sempre lo stesso. E anche il raggio d’azione non cambiava: dal 23 luglio al 18 agosto Luigi Loggias, allevatore 49enne di Santa Giusta (difeso da Katia Ledda), avrebbe appiccato una decina di incendi nelle campagne verso Marrubiu, a ridosso della 131 e della ferrovia. Nella notte fra il 17 e il 18 agosto dopo aver messo fuoco in località Mascaminis, era stato bloccato dalla Forestale. Il rogo aveva danneggiato oltre 400 metri quadrati ma quelle fiamme, in una nottata calda con allerta della Protezione civile (codice arancione) per rischio incendi, avevano minacciato anche il bosco. Dopo l’arresto in flagranza, nei giorni scorsi il gip ha convalidato la custodia in carcere, come chiesto dal pm Valerio Bagattini.
Arborea
Arrivava in monopattino e, accendino alla mano, appiccava il fuoco nella pineta fra Terralba e Arborea come ripreso dalle telecamere. Cristian Loi, 31 anni di Arborea, era stato arrestato un anno fa dopo che per ben 5 volte, da metà luglio a settembre, avrebbe cercato di distruggere il boschetto nella zona di Torre Vecchia, agendo sempre in giornate di massima allerta. Ieri Loi è comparso davanti alla gup Cristiana Argiolas per l’udienza preliminare; il difensore, l’avvocato Fabio Costa ha chiesto di procedere con il rito abbreviato (l’udienza è stata fissata il 10 febbraio 2027). La Regione, con l’avvocata Angela Serra, si è costituita parte civile.
Asuni
Il prossimo 25 novembre, davanti alla giudice Paola Bussu, inizierà la discussione nel processo ai danni di Emanuele Flore, 53 anni, per l’incendio che nell’estate 2022 aveva minacciato Asuni. Ieri in Aula un consulente, nominato dal difensore Gianluigi Mastio, ha sostenuto che il rogo potrebbe essere stato causato da un ordigno a lunga durata, che chiunque avrebbe potuto piazzare. Per l’accusa, invece, ci sarebbero elementi oggettivi che portano a ritenere Flore responsabile del rogo: le telecamere avevano ripreso la sua auto nel tratto in cui pochi secondi dopo erano divampate le fiamme.
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