Per decenni permetteva ad auto e pedoni di “saltare” il traffico per raggiungere la Cittadella universitaria e il vicino distributore sulla 554. Oggi il sottopassaggio della statale, alla fine di via San Gavino, è ai limiti dell’impraticabilità, tra fango e rifiuti abbandonati. Una situazione che lo ha reso quasi inutilizzato e che spinge chi lo frequentava a chiedersi perché non sia stato sistemato.
«Permetteva di arrivare al Policlinico in quindici minuti a piedi o cinque in bici», ricorda Gianpiero Manis, 74 anni. «Adesso in macchina, la mattina, si impiega mezzora solo nel ponte», quello dedicato a Emanuela Loi. «Consentiva anche di raggiungere il supermercato sulla 554 e rifornirsi di carburante senza intasare ulteriormente la statale», continua Manis. «Soprattutto perché quando c’è paralisi sulla 554 il traffico si riversa dentro il paese ed è il caos». I piani di riqualificazione non sono però andati in porto.
«L’idea era di renderlo un percorso ciclopedonale, non carrabile, perché il sottopassaggio non può essere utilizzato serenamente a causa dell’elevato rischio idrogeologico, trovandosi accanto al Riu Saliu», spiega il sindaco Tomaso Locci. «Il progetto prevedeva il rifacimento della pavimentazione e l’installazione di semafori collegati al sistema di allerta meteo, ma la richiesta di finanziamento alla Città Metropolitana non ha avuto seguito e senza l’ok degli enti sovraordinati non possiamo intervenire. Nel frattempo continuiamo a pulire l’area, che è spesso oggetto di abbandoni di rifiuti: grazie alle fototrappole abbiamo sanzionato molte persone».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
