«Era una signora simpatica e cordiale, ma estremamente riservata: non era del paese e di sé non parlava mai». Era forse questo, il tratto più distintivo di Antonietta Piras: a Villasor, chi la conosceva lo dice come prima cosa. Lo fa anche il sindaco, Massimo Pinna: «Abitava vicino a casa di mia madre e quindi sì, la conoscevo: una donna con i suoi acciacchi, considerato che si avviava verso i cent’anni, ma sempre autonoma. Spero tanto per lei, ma anche per la comunità di Villasor, che sia morta improvvisamente per cause naturali, che non sia vittima di un delitto», chiude il primo cittadino, che resta in attesa di certezze sul caso che scuote il paese.
Chi vedeva molto spesso la pensionata era Roberta Ferreli, banconiera al bar Sunset, che dista dieci metri dal portone di casa di Antonietta Piras. «Sempre gentilissima, ma sempre poco desiderosa di raccontare le sue cose», sorride Ferreli: «La signora Antonietta era molto ghiotta di Cornetti, nel senso del gelato. Veniva, ne acquistava due e poi tornava a casa, ma ultimamente non entrava più nel bar: il gradino all’ingresso era diventato troppo alto per lei, non riusciva più a scalarlo, così ordinava e pagava fuori dal locale».
Al minimarket quasi di fronte al portone, le altre clienti del quartiere descrivono Antonietta Piras come una persona «alla mano, ma in sostanza solitaria»: alla commessa “concedeva” di prenderla sottobraccio per riaccompagnarla a casa dopo la piccola spesa non quotidiana: mai niente di più. E mai una confidenza, neanche sul suo passato più lontano.
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