Il caso.

Il progetto di rinascita della Fiera 

L’obiettivo: una campionaria dedicata all’agroalimentare a maggio 2027 

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Dieci anni di nostalgia, attesa, progetti annunciati e mai realizzati, padiglioni invecchiati e cancelli chiusi. Dieci anni senza esposizioni, giostre, zucchero filato e quel via vai chiassoso di visitatori da tutta la Sardegna che per settant’anni ha accompagnato il ponte del Primo maggio. Adesso, dopo tante proposte rimaste sulla carta, potrebbe esserci una svolta. La Fiera campionaria internazionale della Sardegna punta a riaprire i cancelli nel 2027, recuperando uno degli appuntamenti più radicati nella memoria collettiva dell’Isola attraverso una manifestazione rinnovata che recuperi lo spirito della storica Fiera senza riproporre formule ormai superate.

Il piano

«Stiamo lavorando con serietà, ma occorre prendere atto che il modello della Campionaria del passato non tornerà più». Lo chiarisce subito Vito Tizzano, presidente del Centro servizi per le imprese, azienda speciale della Camera di commercio che gestisce il quartiere fieristico. «Riportarla in vita con il format di trent’anni fa sarebbe un errore: il pubblico, le imprese e il modo stesso di fare fiera sono cambiati». L’idea, oggi, è quella di una fiera specialistica di almeno quattro giorni – ovviamente a cavallo di Sant’Efisio, come da tradizione – dedicata alle eccellenze agroalimentari sarde, all’artigianato e all’enogastronomia, in collaborazione con gli assessorati regionali competenti in materia di Agricoltura e Turismo. «Una Fiera rinnovata – spiega Tizzano –, capace di tenere insieme la tradizione popolare e le esigenze di un'economia moderna». Accanto alle produzioni isolane poi, spazio all’innovazione, alle tecnologie e ai servizi, senza dimenticare famiglie, musica, spettacoli e giostre.

I padiglioni

Intanto la Fiera, in questi anni non è rimasta al buio: Da Massimo Ranieri a Brignano, da Ben Harper a Elio e le Storie Tese, fino a Cristiano De Andrè. Nell’estate 2026 l’arena ha accolto circa 40mila spettatori, tra concerti e spettacoli nella nuova Musica Arena, mentre concorsi pubblici, manifestazioni sportive (le ultime il campionato europeo di scherma under 23 e i Mondiali di jiu jitsu brasiliano) e congressi continuano a portare decine di migliaia di persone in città.

Ma prima di tornare a parlare di Fiera del Primo Maggio, bisognerà fare i conti con padiglioni invecchiati e strutture che necessitano di interventi profondi. Ad oggi infatti soltanto sei edifici su 12 sono accessibili. Già nel 2019 la Regione aveva presentato un progetto di riqualificazione da oltre 80 milioni di euro, poi rimasto nel cassetto. Ora L’Ente punta a ripartire da quel piano, cercando anche ulteriori finanziamenti nazionali. «È il tema su cui sento la responsabilità maggiore», ammette Tizzano. Servono interventi sugli impianti, sull’efficienza energetica, sulla sicurezza e sull’accessibilità. «La manutenzione ordinaria la sosteniamo noi, ma gli investimenti straordinari necessari a un vero rilancio vanno oltre le possibilità di un singolo ente».

I temi

Oltre ai lavori, c’è poi la questione “governance”. L’Azienda speciale sta discutendo con la Regione, proprietaria dell’area, un nuovo modello gestionale che, attraverso una società condivisa, garantisca maggiore flessibilità e consenta di valorizzare il quartiere fieristico anche sul fronte congressuale e degli eventi internazionali. «Con la Regione abbiamo chiesto un incontro dedicato alla governance – anticipa Tizzano – nel quale porteremo un dossier istruttorio che consenta di trasformare rapidamente le scelte politiche in atti». Con il Comune, aggiunge, c’è convergenza sulla visione del fronte mare. «Non è un sogno – conclude il presidente –: c'è un progetto, c'è una proposta di governance e c'è un'azienda che in questi anni non ha mai spento le luci. Ora serve che tutti gli attori pubblici percorrano questa strada insieme, con la stessa determinazione».

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