Doveva essere l’occasione per il rilancio dell’olivicoltura sarda, si sta trasformando in una trappola finanziaria per le imprese. L’Associazione Frantoiani della Sardegna e Foa Italia (Frantoi oleari associati) denunciano: la Sardegna è l’unica regione italiana a non aver ancora erogato un solo euro relativo al bando Pnrr per l’ammodernamento dei frantoi oleari. Nonostante l’impegno delle aziende, che già dal 2024 hanno aderito alla misura per innovare i processi e migliorare la qualità dell’olio extravergine, la macchina amministrativa è ferma. Su 24 domande presentate ben 18 risultano ammesse e finanziabili, con risorse stanziate pari a 1.435.460,49 euro (su una disponibilità complessiva di oltre 2,8 milioni). Ma ad oggi nessuna erogazione è stata effettuata da Argea Sardegna, né per gli stati di avanzamento lavori, né per i saldi finali.
«Cortocircuito»
«Ci troviamo in una situazione drammatica e paradossale - dice Francesco Locci, presidente dell’Associazione Frantoiani della Sardegna - Le nostre imprese hanno acquistato i macchinari, hanno anticipato quasi il totale degli importi pagando le ditte costruttrici e si sono esposte con le banche, iniziando a pagare pesanti interessi passivi. Dall’altra parte però tutto tace. I frantoi sono bloccati da mesi, non per problemi tecnici ma per un cortocircuito burocratico inspiegabile». Le interlocuzioni avviate dall’Associazione con assessorato all’Agricoltura e Argea non hanno prodotto risultati. «Abbiamo più volte illustrato le preoccupazioni dei beneficiari - prosegue Locci - Si parla di oltre un anno di attesa dalle richieste di stato avanzamento lavori e collaudo. La cosa più grave è che le imprese rischiano di saltare, schiacciate dai debiti contratti per investimenti promessi e mai rimborsati».
Allarme rosso
Per Michele Librandi, presidente di Foa Italia, «il ritardo della Sardegna è ingiustificabile. Mentre quasi tutte le altre Regioni hanno proceduto ai pagamenti e ai collaudi, consentendo al settore di evolversi, qui siamo fermi al palo. Come Foa Italia abbiamo sollecitato il ministero dell’Agricoltura, che a sua volta ha chiesto spiegazioni alla Regione Sardegna senza ottenere risposte concrete. Il rischio ora è letale: se non si sblocca l’iter immediatamente, superata il 27 marzo 2026 scatterà la revoca dei fondi e il recupero delle somme assegnate. Sarebbe il colpo di grazia per l’intero settore oleario sardo».
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