Decreto sicurezza

Fermo preventivo, i dubbi del Colle Meloni lima il testo 

Scarcerati tre antagonisti La Lega alle toghe: vergogna 

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Il segnale che Giorgia Meloni voleva dare da settimane, e su cui ha accelerato dopo le violenze di Torino, è atteso in queste ore. Un decreto legge e un disegno di legge «a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell'ordine pubblico» dovrebbero approdare, confermano fonti di governo, sul tavolo del Consiglio dei ministri, non ancora convocato ma previsto oggi nel tardo pomeriggio.

I rilevi

Qualche incertezza ancora c'è, ma per tutta la giornata una lunga serie di riunioni ha affinato i testi. Le più importanti sono cominciate nel pomeriggio, dopo il colloquio al Quirinale tra Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano, in cui ancora una volta sono emersi i rilievi del Colle su due misure: il fermo preventivo di sospetti prima dei cortei e il cosiddetto scudo, che evita - a questo punto per tutti i cittadini - l'iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o adempimento di un dovere. L'incontro a metà giornata tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e il presidente della Repubblica, sottolineano in ambienti di centrodestra, testimonia che il testo non aveva ancora il via libera del Colle, che ha chiesto modifiche. Il nodo principale riguarda il fermo preventivo: sarebbero ritenute eccessive le 12 ore (Matteo Salvini ha tentato di rilanciare a 24 o anche 48) per gli accertamenti di polizia nei confronti di persone sospettate di costituire un pericolo per lo svolgimento pacifico dei cortei. E sarebbe stato evidenziato che bisogna regolare dettagliatamente i motivi del fermo. Secondo le ultime indicazioni, l'intenzione dell'esecutivo sarebbe di mantenere il trattenimento per 12 ore per accompagnamento negli uffici di polizia, senza necessità di convalida da parte del magistrato (che comunque dovrebbe riceverne comunicazione) ma solo per chi ha precedenti specifici.

Il blocco navale

Sul cosiddetto scudo (che introdurrebbe un registro alternativo a quello degli indagati, almeno per il tempo degli accertamenti preliminari), dal governo fanno notare che è stato pensato da subito come una misura non solo per le forze dell'ordine. Così verrebbe superata una delle obiezioni del Quirinale, che avrebbe fatto emergere la necessità di una regolamentazione più puntuale. Nei due provvedimenti non verrà inclusa - spiegano fonti di governo - la cauzione per i cortei su cui insiste soprattutto la Lega. Nel decreto dovrebbe rientrare la stretta sui coltelli con sanzioni amministrative per chi li vende ai minori, mentre sarebbero ancora in bilico quelle per le famiglie. Nel disegno di legge, che poi dovrà affrontare l'iter parlamentare, dovrebbe essere invece essere inserito il cosiddetto “blocco navale”: la possibilità di interdire (da 30 giorni a 6 mesi) l'attraversamento del limite delle acque territoriali in casi di minacce terroristiche o di pressione migratoria eccezionale.

Il post

Intanto a infiammare il centrodestra ci sono gli arresti domiciliari disposti dal gip per Angelo Simionato, il 22enne arrestato per l’aggressione a un poliziotto sabato a Torino. I due arrestati per resistenza a pubblico ufficiale sono stati invece scarcerati con obbligo di firma. «Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale», scrive sui social Matteo Salvini.

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