Il caso

Il mistero della nave russa 

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Una rotta a pendolo, da nord a sud, almeno una decina di volte, tra un punto al largo di Tortolì e uno altro davanti al Golfo di Orosei. Da martedì sera fino (almeno) alla notte appena trascorsa, quando è stato riacceso il transponder che risultava disattivato dalla mattina. Sono stati anomali i movimenti a est della Sardegna fatti registrare dal cargo russo Sparta IV, una delle cosiddette “navi fantasma” della flotta mercantile russa che spesso viene accompagnata nei suoi viaggi da un sottomarino e un cacciatorpediniere della marina militare che risponde agli ordini di Mosca: almeno uno dei due l’ha seguita anche ieri. Una rotta che ha attirato l’attenzione, non solo degli appassionati di rotte navali e aeree che possono essere seguite grazie a numerose applicazioni. A monitorare la situazione è decollato anche un aereo della Guardia di Finanza e si è mobilitata anche la Marina italiana. La Sparta IV non è una nave qualunque: i suoi spostamenti di recente sono stati “attenzionati” dalle forze della Nato. E l’Alleanza atlantica non aveva voluto nascondere l’operazione. Anzi: l'aveva resa nota attraverso X.

La nave

Il cargo Sparta IV risulta essere di proprietà della compagnia di navigazione russa sanzionata Sk-Yug Llc, collegata alla Oboronlogistika Llc (anche questa destinataria di sanzioni), che opera nell'ambito delle costruzioni militari del ministero della Difesa russo. Il suo compito è soddisfare le esigenze di Mosca nel trasporto, nello stoccaggio e nella produzione di beni militari. Più chiaramente: il sospetto è che la nave venga utilizzata per il trasporto di armamenti. Simile alla Sparta IV era l’Ursa Major, che a dicembre 2024 è affondato al largo di Cartagena, in Spagna, pare a causa dell’esplosione di due ordigni che hanno danneggiato le fiancate.

La rotta anomala

Le prime anomalie di navigazione sono state segnalate nella serata di martedì, quando il cargo si trovava a 60 miglia a sud est di Cagliari. Stando alle rotte dichiarate – e schedulate – il porto di arrivo sarebbe dovuto essere Kaliningrad. Scontato, quindi, che la prua dovesse puntare verso lo stretto di Gibilterra. Invece c’è stata l'improvvisa virata verso nord-ovest, direzione Sardegna. Stando a indiscrezioni il mercantile, nella prima fase, sarebbe stata scortata da un rifornitore militare e dal cacciatorpediniere “Severomorsk”. Entrambi russi, ovviamente. Ma delle altre due imbarcazioni si sono perse le tracce e resta il mistero sulla loro eventuale presenza nel Tirreno, al largo dell’Isola. Arrivata all’altezza dell’Ogliastra la Sparta IV ha iniziato un andirivieni sull’asse nord-sud. Secondo il sito specializzato Itamilradar la spiegazione non è legata a condizioni proibitive nel mare a occidente della Sardegna, che nelle stesse ore era “affollato” di imbarcazioni di ogni stazza. «Non vi è alcuna ragione evidente», viene sottolineato, «di spingersi così a nord per attendere la fine del maltempo».

Il controllo Nato

Nel Mediterraneo la nave della marina militare «Virginio Fasan monitora e segue il sottomarino russo Krasnodar, di classe Kilo, con la scorta del cacciatorpediniere russo Severomorsk, a dimostrazione della vigilanza, della consapevolezza della situazione e dell'impegno della Nato per la sicurezza in mare»: questo si leggeva in un post del 10 gennaio pubblicato su X dal profilo ufficiale comando marittimo dell’Alleanza atlantica, con foto delle imbarcazioni. Le stesse che negli ultimi mesi hanno scortato la Sparta IV nei suoi spostamenti nel Mare Nostrum. Le ragioni degli ultimi al largo della Sardegna rimangono oscuri. Da Pratica di Mare ieri, per convergere sulla verticale del cargo, è decollato un aereo di pattugliamento P-72B della Guardia di Finanza. E si è mossa anche una fregata classe Fremm della Marina.

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