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«Il mio Guspini lotterà sino alla fine» 

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Il pareggio inatteso col Samugheo ha fatto perdere al Guspini il comando del campionato a vantaggio del Terralba dopo un intero campionato passato in vetta. Ma nulla è perduto. Anzi. «Siamo partiti per salvarci, anche se quell’obiettivo era dettato più dalla scaramanzia che da altro, perché abbiamo giocatori adatti a centrare almeno i playoff. Ora che siamo lì, a un punto dal primo posto, cercheremo di arrivare sino alla fine».

Cioè a vincere il torneo: questo intende dire Cristian Dessì, allenatore della squadra ora seconda in classifica dietro il Terralba dopo lo 0-0 dell’ultima giornata ma convinto più di prima di poter centrare il bersaglio grosso. Ospite su Radiolina della trasmissione “L’Informatore del lunedì” condotto da Alberto Masu, il tecnico ha illustrato il momento della sua formazione e si è detto convinto che i giochi siano ancora aperti: «Dovremo essere pronti al rush finale a partire da domenica, quando andremo a sfidare in trasferta la Baunese. Loro lottano per salvarsi e giocheranno col coltello tra i denti, sarà difficile. Speriamo bene».

Del resto quest’anno «non ci sono partite scontate, è un campionato molto equilibrato». Lo dimostra proprio il pareggio col Samugheo: «Una partita difficile, giocata non benissimo da noi. Forse qualche assenza davanti ci ha penalizzato ma loro sono stati bravi e tosti, si sono difesi bene e noi abbiamo fatto più fatica del solito». Il livellamento del torneo implica che «tutti possano vincere e perdere con tutti, vedi la Villacidrese col Cus Cagliari. Ci sono squadre costruite bene come Terralba, Villacidrese, Castiadas, lo stesso Vecchio Borgo».

Otto partite prima della fine non sono tante, il margine di errore è quasi inesistente ormai. Chi sbaglia rischia di pagare un dazio pesante. «Il torneo si vincerà con gli scontri diretti», è sicuro Dessì, «e tra due giornate ci saranno Castiadas-Terralba e Guspini-Villacidrese». Nel mirino c’è la vittoria del girone e la salita diretta in Eccellenza; se così non dovesse essere, «in ogni caso a inizio stagione puntavamo agli spareggi e ci siamo pienamente».

Poi uno sguardo all’Eccellenza, a sua volta «difficilissima» e priva di «un’ammazza grandi. Magari qualche squadra ha giocatori più significativi, ma sono tutte ben organizzate». Che al vertice si trovino solo formazioni del centro nord (Ossese, Ilva, Nuorese, Tempio) non stupisce: «Sono i soldi a fare la differenza. In quella zona dell’Isola le capacità di spesa sono maggiori. Il Monastir è stata un’eccezione».

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