Nel riflesso delle fiaccole il volto dei ragazzi. Hanno sfilato in silenzio, in centinaia, per ricordare Simone Concas, 19 anni, ucciso a coltellate, ma non solo, per dire no alla violenza. Hanno marciato per gridare il dolore del paese, ferito ancora una volta.
Bari Sardo si è mobilitata per condannare la violenza. Ieri sera, dalla piazzetta del Comune, il corteo si è snodato tra le vie del centro e ha raggiunto il sagrato della chiesa della Nostra Signora di Monserrato dove hanno preso la parola il parroco, don Pietro Sabatini, un dirigente della società di calcio, Ludovico Pilia, e il sindaco, Ivan Mameli. Alla fiaccolata hanno preso parte adulti e bambini, in un silenzio surreale. «Basta emettere sentenze su ciò che è avvenuto. Smettiamo di giudicare, soprattutto sui social. Preghiamo per alleviare il nostro dolore», ha avvertito il sacerdote. «Siamo qui per condannare la violenza sotto ogni forma», ha ripetuto più volte Pilia. Il primo cittadino, visibilmente commosso, si è rivolto alla folla implorando rispetto per le famiglie: «Il dolore è tantissimo. La violenza è da condannare a prescindere, qui non esistono tifoserie». Presenti, fra gli altri, il presidente della Provincia Ogliastra e sindaco di Villagrande, Alessio Seoni, e i colleghi di Lanusei e Urzulei, Davide Burchi ed Ennio Arba. Poi in chiesa i fedeli si sono riuniti in preghiera.
Parole e dolore
In mattinata dopo due giorni di silenzio aveva parlato il sindaco Ivan Mameli: «Quello che è accaduto è una tragedia che colpisce tutta la Comunitá. Ora ci vuole un rispettoso silenzio accompagnato da un momento di riflessione collettiva». Dal primo cittadino l’invito alla prudenza. «In casi come questi la cosa peggiore che si possa fare è lasciarsi andare a giudizi superficiali».
Gigi Ferrai, direttore sanitario dell’ospedale di Lanusei è legato da un rapporto di parentela con la famiglia della vittima e dunque conosceva bene Simone Concas. «In un attimo - dice il medico manager - sono state travolte diverse famiglie. Una piange un figlio che non tornerà più, un’altra vive ore di angoscia e di speranza, altre dovranno convivere con il peso di questa tragedia. Non esistono vincitori. Esistono soltanto dolore, lacrime e vite cambiate per sempre».
Si cerca di capire. Tra i sindaci c’è tanta preoccupazione: «Sono davvero angosciato per questi atti di violenza nella nostra comunità. Da genitore e amministratore sono costernato», dice Giampietro Murru, primo cittadino di Ilbono.
La festa è finita
Simone Concas lavorava come cameriere al ristorante Sa Tracca, che giovedì ha osservato una chiusura straordinaria in segno di lutto e vicinanza ai familiari travolti da un dolore indicibile. Il ragazzo, qualche tempo fa, aveva pure prestato servizio in ospedale come sanificatore per conto di un’azienda specializzata. «Simone era un ragazzo semplice, umile, educato, cresciuto con sani principi e benvoluto da tutti», conclude Ferrai. «Bari Sardo - ricorda un’altra parente della vittima - è una comunità allegra, laboriosa, abituata a ritrovarsi nei momenti di gioia, non a fare i conti con sciagure come questa».
La ragazza
La ragazza investita dalla Renault Clio resta ricoverata all’ospedale Brotzu di Cagliari. Le sue condizioni sono confortanti. Non è in pericolo di vita e i medici monitorano, soprattutto, la profonda ferita a una gamba senza tuttavia azzardare alcuna prognosi. L’altro arto è stato ingessato, mentre desta sempre meno preoccupazione il trauma cranico diagnosticato subito dopo l’arrivo in ospedale. La ragazza ha riportato anche la frattura al setto nasale.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
