Il credito all’economia italiana ha retto l’impatto della guerra all’Iran, con la crescita dei prestiti a famiglie e imprese più forte dal 2022. Ma a maggio, con l’avvicinarsi della stretta monetaria decisa dalla Bce a metà giugno, salgono anche gli interessi, ai massimi di un anno: nel caso dei mutui, ai massimi da due anni. Le prospettive restano legate alle prossime scelte della Bce e alla riapertura di Hormuz. A tracciare lo scenario del credito è l’Associazione bancaria italiana. Il rapporto mensile dice che il volume dei prestiti bancari a famiglie e imprese, a maggio, è cresciuto del 3% su base annua. Per le famiglie i prestiti segnano +2,6%, per le imprese +3,1%. Una tenuta del credito, anche grazie alla forte patrimonializzazione del sistema bancario. Non un boom: «Nei mesi scorsi - aveva detto il governatore di Bankitalia Fabio Panetta a fine maggio - gli impieghi alle imprese sono tornati ad aumentare» ma la dinamica dei prestiti resta «contenuta» con una moderata domanda dalle imprese vista l’elevata redditività, la bassa leva e il ridotto fabbisogno finanziario.
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