L’ordinanza

Auto bandite da Porto Sa Ruxi 

La Regione impone 6 metri di fascia parafuoco tra spiaggia e vegetazione 

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Una lunga coda di auto sulla Provinciale 17, in prossimità di Porto Sa Ruxi. Clacson, proteste e nervosismo: da ieri nessuno può più parcheggiare nell’area a pagamento gestita dalla società in house del Comune di Villasimius.

La delibera

Decisione presa in via precauzionale dalla stessa Giunta cittadina in accordo con Area marina, società in house e Forestale dopo un sopralluogo dei ranger: la zona destinata alla sosta, infatti, non rispetterebbe le prescrizioni antincendio contenute nella delibera della Giunta regionale pubblicata il 4 giugno. Il punto dolente è il passaggio in cui si spiega che «dove possibile e ritenuto necessario dall’amministrazione competente, deve essere realizzata una fascia parafuoco di idonee dimensioni (…) non accessibile alle autovetture, che deve essere ripulita all’inizio della stagione estiva». In seguito al sopralluogo della investigatori, a Porto Sa Ruxi sarebbe necessaria una fascia di 6 metri di fatto irrealizzabile.

La decisione

«In questa situazione delicata e di difficoltà di interpretazione delle prescrizioni», ha spiegato il sindaco Gianluca Dessì, «abbiamo preferito chiudere l’area. In caso contrario potevamo andare incontro a una pesante sanzione. A nostro avviso però siamo davanti a una interpretazione in senso restrittivo non applicabile ai nostri parcheggi: con questa valutazione ritengo che la gran parte di quelli sulle spiagge della Sardegna non sia agibile».

I limiti più rigidi, cioè, scatterebbero solo nelle aree in prossimità di campeggi o strutture ricettive da almeno 400 posti letto. «Per questo stiamo predisponendo un documento da inviare alla Regione. Occorre chiarezza e occorre anche garantire l’accesso alle spiagge. Questa rigidità non tiene conto poi di tutti i fattori legati all’ordine pubblico, alla sicurezza del territorio e soprattutto ai danni che può subire chi lavora in quei litorali, a partire dai titolari delle concessioni balneari».

Zona protetta

Di certo è impensabile chiudere i parcheggi a Porto Sa Ruxi per l’intera stagione: «Tra l’altro proprio lì non si può intervenire sulla vegetazione perché è zona Sic», ha aggiunto Dessì: «Facciamo coincidere sicurezza, economia e decoro e cerchiamo di organizzare un tavolo per una soluzione di buon senso. Perché è giusto tutelare la sicurezza ma le norme devono essere attuabili in concreto, non essere incompatibili con vincoli ambientali e paesaggistici. Altrimenti la Sardegna non sarà in grado di gestire le coste. Non si può demandare solo ai Comuni questa enorme responsabilità».

Castiadas

Anche Eugenio Murgioni, sindaco di Castiadas, ha ricevuto l’invito al rispetto delle prescrizioni. «Alcune delle quali sono ragionevoli e stiamo cercando di adempiere», il suo commento, «noi sindaci siamo i primi a volere il benessere e la sicurezza dei cittadini». D’altra parte però «non si può limitare il problema ai parcheggi. Prendiamo Cala Pira: le aree circostanti sono delle Regione e sono tutte in condizioni disastrose. Sono stato costretto a emettere un’ordinanza per la pulizia anche nei confronti della Regione, perché non adempie? Che senso avrebbero i parcheggi perfettamente a norma se poi i terreni vicini sono pieni di sterpaglie?».

Anche Murgioni chiede un tavolo urgente con gli enti interessati per trovare una soluzione di buon senso: «Qui si vive in larga parte di turismo. La tutela ambientale è un valore imprescindibile ma deve essere accompagnata da soluzioni che preservino la sicurezza e la fruibilità del litorale».

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