Non solo chi produce, anche chi muove le merci e le porta sugli scaffali paga il dazio del mare. Logistica e grande distribuzione sarda si aggiungono al coro degli Ambasciatori di Sardegna, facendo fronte comune contro rincari che rischiano di abbattersi sui consumatori. Caterina Cuccu, ad di Autotrasporti Cuccu, denuncia la crisi del settore: «Tra tasse Ets e noli marittimi cresciuti del 50% in un anno e mezzo, i margini si assottigliano giorno dopo giorno». Un grido d’aiuto condiviso da Costanza Musso (ad di Grendi): «La logistica chiede attenzione, l’insularità necessita di supporto economico, quello di oggi rappresenta un importante primo passo».
Il peso di questi gap colpisce anche la grande distribuzione. Antonello Ricco – direttore commerciale di Superemme – rilancia l’allerta: «Questi extracosti pesano sui cittadini. Serve un tavolo con Stato e Ue per superare una condizione che ci rende poco competitivi». A chiudere il cerchio è Giangiacomo Ibba, presidente di Crai: «Il portafoglio di un sardo vale meno di quello di un italiano del Nord. Varcare il mare è quasi impossibile perché si parte in svantaggio, per i colossi nazionali siamo marginali. Come difenderci? Facendo spazio agli scaffali sardi al di là del costo. È una lotta comune, si vince solo facendo sistema».
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