Regione

Asl, tempi brevi per il Consiglio di Stato 

Attesa per il decreto. Verso il reintegro degli ex dg di Cagliari, Olbia e Areus 

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La sanità sarda si prepara a un altro scossone. Per il ministero della Salute i tre direttori generali delle Asl di Cagliari e Olbia, e dell’Areus – Aldo Atzori, Antonio Irione e Angelo Maria Serusi – sono stati nominati il 31 gennaio scorso sulla base di una legge incostituzionale, quindi devono essere reintegrati i dg licenziati: Marcello Tidore, Marcello Acciaro e Simonetta Bettelini. La relazione istruttoria è stata trasmessa al Consiglio di Stato, il cui decreto uscirà a breve. Perché lo prevede la tipologia dei rito ma anche per una ragione legata alla scadenza naturale del contratto – il prossimo 31 dicembre – del ricorrente Marcello Tidore.

Il caso

Infatti, si legge nel parere del ministero, «l’attesa di una decisione nel merito potrebbe pregiudicare in modo definitivo l’interesse di Tidore allo svolgimento dell’incarico di direttore generale». Interesse che «non riveste semplicemente natura retributiva», ma implica «considerazioni di prestigio pubblico e curriculare dato dalla prosecuzione dello stesso incarico». D’altronde, lo svolgimento dell’incarico «costituisce uno dei titoli attributivi del maggior punteggio nell’ambito della procedura per la formazione dell’elenco nazionale degli idonei a rivestire l’incarico». Si configurerebbe, in questo modo, «un danno irreparabile, in quanto non risarcibile». La Giunta però è stata chiara: «Il documento del ministero non costituisce in alcun modo una decisione del Consiglio di Stato, né anticipa il contenuto della futura pronuncia».

Centrodestra

Se la maggioranza continua a restare in silenzio, il centrodestra non risparmia critiche: «Il parere del ministero della salute certifica per l’ennesima volta il totale spregio delle regole e del diritto da parte della presidente Todde e della maggioranza del Campo Largo», hanno dichiarato i consiglieri di FdI Paolo Truzzu e Corrado Meloni, «dopo le rilevanti perplessità del Pd sulla legittimità della procedura di nomina dei direttori generali, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi i commissariamenti delle aziende sanitarie, dopo la sentenza del Tar Sardegna che ha dichiarato illegittimo il commissariamento del dg Sensi e imposto il suo reintegro alla Asl di Sassari, è arrivato questo parere a confermare che quanto accaduto in Sardegna in ambito sanitario sia totalmente contrario a ogni elementare regola del diritto oltre che giuridicamente illogico». Manca la pronuncia del Consiglio di Stato: «Ci auguriamo che sia la volta buona perché la presidente prenda atto del suo fallimento politico e istituzionale, nella speranza che dinanzi alla ovvia sentenza del Consiglio di Stato non vi sia una richiesta di appello a Papa Leone XIV». Secondo il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, «il parere conferma quanto noi abbiamo detto fin dal primo giorno, che le nomine erano illegittime. Il peccato grave è che si continua a far lavorare i dirigenti della sanità in un clima di incertezza. Lavorare sub iudice è difficilissimo, non si può pensare di risanare la sanità in questo modo. O bisogna rimettere in regola tutte le nomine e indicare un assessore che possa dedicarsi full time a questo lavoro». (ro. mu.)

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