Israele

Il Change Bloc: «Mandato a Eisenkot» 

I leader anti-Netanyahu spingono per formare un governo d’emergenza 

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Tel Aviv. Dopo la prima riunione post voto in Israele, i leader del Change Bloc annunciano i primi passi operativi congiunti: il mandato per formare un “governo di emergenza” deve andare per primo a Gadi Eisenkot, e in parallelo l'obiettivo è blindare il controllo della Knesset, votando un nuovo presidente subito dopo l'insediamento del parlamento previsto per la settimana prossima.

Le incognite

Ma anche su chi dovrebbe ricoprire il ruolo - fondamentale per portare avanti una legislazione ostile a Benjamin Netanyahu nel caso di ritorno alle urne - l'opposizione non ha ancora trovato la quadra: da una parte c'è Yair Lapid, dall'altra Eisenkot che vuole l'incarico per il suo partito. Alla vigilia delle consultazioni, che dureranno due giorni, i numeri danno Eisenkot per favorito: si presenta dal presidente Isaac Herzog con 48 seggi che lo raccomandano, Netanyahu con 46.

Tra i 120 deputati che formano la Knesset, l'incognita verte ancora sui 6 seggi del partito ultraortodosso ashkenazita Ebraismo Unito, che minaccia di rompere l'alleanza decennale con il blocco della destra e ha avviato trattative sottobanco con il Change Bloc. Che, a sua volta, potrebbe infrangere un'altra promessa elettorale, quella di non sedersi con partiti che non sostengono l'arruolamento all'esercito, ossia i partiti arabi quanto quelli ultraortodossi.

La scelta

Determinante resta la scelta che faranno i partiti arabi, con i loro 19 seggi, che ancora non hanno sciolto la riserva sul nome da proporre a Herzog. Eisenkot ha ribadito che, per far parte del suo governo di emergenza, rimane immutata la richiesta di aderire ai quattro principi: riconoscimento dell'identità ebraica dello Stato, dei valori della Dichiarazione d'Indipendenza, l'assenso al servizio militare o civile, il riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica.

Ra'am, che già è stato parte del governo del 2021, è incline a riconoscere i principi, mentre l'alleanza dei tre partiti arabi che forma la Lista Unita è propensa a sostenere il Change Bloc solo sulla battaglia parlamentare, quantomeno in prima battuta. Netanyahu ha nel frattempo ribadito il suo invito a un «ampio governo nazionale», solo a sua guida e senza «i partiti che sostengono il terrorismo».

Il mandato

La palla a breve sarà nelle mani del presidente Herzog, la cui discrezionalità prevale sul numero di raccomandazioni nell’affidare il primo mandato esplorativo. Il clima è incandescente anche per l'attesa dei risultati del voto negli Usa, con la valutazione generale degli analisti militari che la perdita della maggioranza repubblicana al Congresso renderebbe più imminente la possibilità di ripresa della guerra intensiva contro Teheran. Prima che con l'insediamento di gennaio la Camera possa contrastare le decisioni di Donald Trump. Il quale, quasi in un tentativo in corner di assopire le critiche alla sua linea filo-israeliana, ha dichiarato a Fox News che gli Usa, in una mossa concordata con Netanyahu, interromperanno gli aiuti a Israele già dalla fine di quest'anno. I media israeliani hanno riportato fonti degli apparati di sicurezza che si dicono «sorpresi» dall'annuncio.

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