Iglesias.

Il “caso” Pistis agita il Consiglio 

Polemica dopo la scelta di affidarle la presidenza della commissione Bilancio 

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La polemica nata dopo il passaggio della consigliera Valentina Pistis in maggioranza continua a tenere banco a Iglesias. E così anche in occasione dell'elezione dei nuovi presidenti di commissione e, sulla scelta dei vicepresidenti, è calato l'imbarazzo.

Le votazioni

Alcuni consiglieri di minoranza si sono ricompattati astenendosi dalle votazioni e rifiutando i ruoli di vicepresidente, salvo il caso del consigliere Ignazio Mocci, che ha votato in sostituzione dell'assente Beppe Pes. Secondo quanto appreso, molti consiglieri non avrebbero apprezzato la scelta di candidare Pistis alla presidenza della Prima commissione. Al voto si sono astenuti i consiglieri Simone Saiu, Luigi Biggio, Marco Loddo, Simone Pinna, Alessandro Lorefice, Gianna Concu e Federico Melis. consigliere di minoranza Federico Melis parla di «un passaggio politico che continua a dividere non solo la maggioranza ma anche gli stessi cittadini che hanno votato la Pistis». Alessandro Lorefice definisce «emblematica» la scelta di affidarle la Commissione Bilancio. La replica arriva dal capogruppo di “Mauro Usai Sindaco”, Alessandro Pilurzu: «La consigliera Pistis è nel Gruppo misto da oltre un anno e sulle principali tematiche si è sempre dimostrata in linea con gli indirizzi dell'amministrazione. Ha semplicemente proseguito un percorso coerente». La stessa Pistis minimizza le contestazioni: «Le polemiche di queste ore non mi sorprendono, ma non saranno certo loro a distogliermi dal lavoro. Per oltre un anno ho già presieduto la Commissione in qualità di vicepresidente facente funzioni, garantendo serietà, equilibrio e continuità. L’elezione di ieri non rappresenta una novità improvvisata, ma il riconoscimento di un impegno e un lavoro che tutti hanno potuto valutare. C’è chi preferisce continuare ad alimentare contrapposizioni e polemiche. Io preferisco dedicare ogni energia ai temi che interessano davvero i cittadini». Sulla scelta della Pistis si sono espressi anche i Riformatori Sardi, area di provenienza della consigliera: «Si ritiene doveroso precisare che si tratta di una scelta esclusivamente personale, – scrive la Segreteria regionale e provinciale – maturata in piena autonomia e che non coinvolge, né direttamente né indirettamente, il nostro ingresso». Un chiarimento «per rispetto dei nostri iscritti, dei nostri elettori e dei militanti che ogni giorno lavorano sul territorio, ma anche nei confronti delle forze alleate con le quali continuiamo a condividere un percorso politico chiaro e coerente. Alla consigliera Pistis rivolgiamo un sincero augurio per il suo futuro politico e amministrativo»

Il metodo

Un secondo fronte di scontro riguarda invece il metodo seguito nella scelta dei presidenti. Gianna Concu, consigliera del Gruppo misto, spiega: «La mia astensione è dettata dal mancato coinvolgimento: è un voto contro un metodo che esclude». Sulla stessa linea il consigliere di minoranza Simone Saiu: «I presidenti sono stati indicati dalla maggioranza senza nessuna condivisione», mentre Lorefice aggiunge che «le candidature sono state definite esclusivamente sulla base di accordi tra “Mauro Usai Sindaco” e Pd». Pilurzu promette verifiche. Sarà premura della maggioranza comprendere i disagi manifestati da alcuni gruppi». Tra gli astenuti anche i consiglieri di Progetto Sardegna, Simone Pinna e Marco Loddo, che respingono qualsiasi lettura legata alla distribuzione degli incarichi. «Non siamo interessati ai ruoli, agli organigrammi e alle presidenze – afferma Pinna –. Siamo concentrati sul merito delle questioni, dal Puc alla Pul fino al regolamento della Ztl». Loddo evidenzia invece «la crescente distanza dalla maggioranza sui principali temi strategici della città. Vigileremo valutando gli atti nel merito e il ruolo che i presidenti sapranno interpretare all'interno delle commissioni».

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