Monserrato.

I fratelli indagati perquisiti alcuni mesi fa 

Si sarebbero vantati di avere un’arma: negativo il controllo dei carabinieri 

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Si sarebbero vantati di avere un’arma ed è circolata la voce che l’abbiano anche mostrata a qualcuno del loro giro. Per questo alcuni mesi fa i fratelli Gianmarco e Filippo Tunis, 24 e 19 anni di Pirri, sono stati al centro di un accertamento dei carabinieri, alla ricerca di quell’arma. L’esito del controllo è stato negativo. Questo particolare assume una valenza diversa ora che i due fratelli Tunis sono indagati, a piede libero, insieme al quartese Daniel Campus (25 anni), per rapina e per l’omicidio di Leonardo Mocci, il 23enne di Villacidro, ucciso la notte tra il 22 e il 23 aprile con un colpo di pistola al petto in piazza Settimio Severo a Monserrato. Un delitto che vede sotto accusa anche un quarto giovane sospettato che non è ancora stato formalmente iscritto dai pubblici ministeri Enrico Lussu e Diana Lecca. L’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo provinciale di Cagliari e della compagnia di Quartu prosegue e una possibile svolta potrebbe arrivare dall’esame dei telefonini sequestrati dai militari e affidati agli esperti del Ris.

Messaggi e orari

Dagli smartphone recuperati, è la speranza degli inquirenti, potrebbero arrivare delle conferme alla ricostruzione fatta finora dai carabinieri nelle indagini coordinate dalla Procura. Una banda specializzata nel rapinare gli acquirenti di droga, attirati in vere trappole (e che poi per ovvi motivi non possono denunciare quanto accaduto), avrebbe fissato un appuntamento con Mocci e un suo conoscente di Serramanna a Monserrato. Il tramite sarebbe stato Campus: secondo le accuse, avrebbe contrattato con l’amico della vittima la vendita di tre chili di hascisc al prezzo di 10mila euro, fissando l’incontro per lo scambio tra le cinque palazzine popolari di piazza Settimio Severo. Quando sono spuntati i rapinatori incappucciati, l’acquirente e Mocci avrebbero reagito. Poi sarebbero scappati. L’amico della vittima è riuscito a risalire nell’auto e allontanarsi. Il 23enne di Villacidro non ha fatto in tempo a fuggire: un colpo di pistola in pieno petto non gli ha lasciato scampo.

Gli esami

L’arma non è stata ritrovata. Così come non era stata ritrovata alcuni mesi fa nella disponibilità dei fratelli Tunis, dopo le voci circolate sul loro conto. Si attendono inoltre, per dare un’accelerata all’inchiesta, anche gli esiti degli accertamenti tecnici dei Ris sui campioni di Dna prelevati nel luogo del delitto e quelli della prova dello stub (il guanto di paraffina per cercare tracce di polvere da sparo) su una decina di persone presenti quella notte nella zona della piazza dove si è consumato il delitto.

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