Basta guardare dove finiscono i gabbiani. Non volano sul mare e non cercano cibo tra le onde. Sono sulla sabbia, accanto agli ultimi bagnanti che si godono il tramonto, e beccano dentro quello che resta di una giornata al Poetto. Bottiglie, bicchieri, contenitori, cartacce, sacchetti, soprattutto mozziconi della sigaretta elettronica. Un piccolo banchetto dell’immondizia apparecchiato sulla spiaggia dei cagliaritani. E l’immagine, alla Quarta fermata, è di quelle che fanno male: sullo sfondo il mare, davanti i rifiuti.
È una fotografia che racconta meglio di tante parole il problema. Perché la Quarta, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza, mostra due facce. Quella da cartolina, con l’acqua azzurra, e migliaia di persone che questo tratto di arenile per trascorrere qualche ora al mare. E quella che rimane quando si abbassa lo sguardo. Sulla sabbia ci sono resti abbandonati e i gabbiani hanno già imparato dove cercare. Si avvicinano, beccano, strappano, trascinano. In pochi minuti quello che i bagnanti maleducati e incivili hanno lasciato si sparge sull’arenile.
Le proteste
Una scena che, raccontano gli operatori del Poetto, non rappresenta più un’eccezione. «Ogni sera è così, ormai è una situazione insostenibile», spiega Luciano Spiga, titolare del chiosco Oasi. «Siamo davanti a un fenomeno eccezionale, il Comune deve adottare misure eccezionali per impedirlo». E il primo problema, sostiene, è quello dei controlli. «Non ci sono. Quasi tutti fumano in spiaggia», nonostante il divieto «e poi gettano i mozziconi sulla sabbia». A questo si aggiunge la gestione dei rifiuti: «C’è una sola isola ecologica ed è insufficiente rispetto alle necessità di migliaia di persone che ogni giorno frequentano la spiaggia». Il risultato è visibile soprattutto all’ora del tramonto, quando la gran parte dei bagnanti raccoglie asciugamani e ombrelloni e se ne va: sulla spiaggia rimane ciò che nessuno dovrebbe lasciare. E prima che arrivino gli addetti del Comune alle pulizie, ogni notte, sono i gabbiani a occuparsene.
I turisti
Non è una banale questione estetica. Ma un problema di decoro e soprattutto «di sicurezza», spiega ancora il titolare dell’Oasi. «Perché sotto la sabbia si trovano anche resti delle bottiglie di vetro fatte a pezzi», dice ancora. «Serve un intervento urgente», aggiunge.
Certo, vedere l’immondizia a pochi passi dal mare significa anche fare i conti con una delle contraddizioni più evidenti della città: Cagliari investe sulla sua immagine turistica, riempie alberghi e strutture extralberghiere, porta migliaia di visitatori sul litorale, ma continua a convivere con comportamenti incivili che rovina l’immagine della città. Ieri sera, dopo l’ennesimo letamaio lasciato dagli incivili, soprattutto ragazzini e ragazzine adolescenti, sono stati alcuni bagnanti e turisti a prendere una busta e raccogliere i rifiuti. Senza possibilità di differenziarli, naturalmente. «Anche questo è un problema», spiega.
La replica
Chiamata in causa, l’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi ricorda che il servizio di pulizia della spiaggia del Poetto è quotidiano e che le isole ecologiche vengono svuotate più volte durante la giornata. «Almeno due volte al giorno», dice. «E la spiaggia viene pulita tutte le notti, con il mezzo meccanico e con la pulizia manuale a partire dalla mezzanotte. Per alcune specifiche zona critiche», la Quarta fermata, quindi, dove il problema è quotidiano, «possiamo valutare interventi straordinari, solo manuali, alle 19 o alle 20». Una soluzione che gli operatori aspettano.
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