La spezia. Non poteva far altro che ammettere le proprie responsabilità e spiegare perché l'ha fatto. Così Zouhair Atif, lo studente di 19 anni accusato di aver accoltellato e ucciso Abanoud “Abu” Youssef, 18 anni, suo compagno di scuola, al termine di un interrogatorio che si è svolto nella questura della Spezia venerdì notte, ha raccontato il come e il perché. Poi è stato accompagnato nel carcere di San Andreino, accusato di omicidio. Il pm valuterà nelle prossime ore se contestare anche l'aggravante della premeditazione, visto che il coltello l'aveva portato da casa in attesa che il gip interroghi Atif domani.
Cordoglio
Intanto il direttore generale dell'Ufficio scolastico della Liguria ha disposto una ispezione all'istituto tecnico Einaudi-Chiodo della Spezia e domani il ministro Valditara sarà alla Spezia per prendere parte a un Comitato per l'ordine e la sicurezza disposto dalla prefettura. Davanti all'obitorio, dove si trova la salma di Abu Youssef lasciata a disposizione del magistrato che potrebbe chiederne l'autopsia, è un via-vai continuo di persone che vogliono portare un saluto al ragazzo. Tanti, molti di quelli che venerdì sera hanno partecipato alla veglia silenziosa per le vie della città in ricordo di un ragazzo che non avrebbe dovuto morire e non così.
Confessione
Perché Atif ha fatto quel che ha fatto se lo chiedono tutti, a cominciare da chi ogni giorno li vedeva a scuola. Il nodo sembra essere che Abu Youssef fosse amico d'infanzia della ragazza che Atif frequenta e recentemente si erano scambiati delle foto di quando erano piccoli. Una cosa che evidentemente era inaccettabile per Zouhair che non tollerava attenzioni verso quella che riteneva essere la fidanzata. I due avevano già litigato per questa cosa.
Ma quelle foto di loro bambini lui non le aveva sopportate. Venerdì è successo l'irreparabile. «Non dimenticherò mai Abu a terra in un lago di sangue con le labbra bianche bianche» ha detto uno dei testimoni di quel che è successo all'interno di uno dei corridoi del secondo piano dell'Istituto. Cosa è successo è scritto nero su bianco sui rapporti della questura: Abu è stato raggiunto da una coltellata, una lama di oltre 20 centimetri, inferta con forza che gli ha perforato il fegato e spappolato la milza. L'imponente emorragia ha provocato un primo arresto cardiaco, arresto che è intervenuto anche dopo l'intervento chirurgico. “Abu” è morto poco prima delle 20 di venerdì.
Il ricordo
Ma chi era Abu Youssef? era un ragazzo timido, solare e gentile. Era uno studente che voleva diventare elettricista. Egiziano di Fayyum, cittadinanza italiana, viveva a Spezia da anni con la sua famiglia: padre stimato capocantiere per un'azienda e quattro sorelle. Per dare una mano a casa lavorava anche in una pizzeria come cameriere. Anche Zouhair Atif è stato definito un buon studente, un futuro come artigiano nella cantieristica, un carattere più chiuso, più duro rispetto ad Abu. Di lui c'è chi dice che amasse i coltelli e che gli bastava poco per prendere fuoco. «Sono tutte cose da verificare», ha detto una fonte interna alla Questura. «Non è accertato che usasse portare coltelli a scuola. Per adesso, le indagini proseguono, anche in questo senso».
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