La nazionale.

Gattuso: ho fiducia, niente alibi 

Il ct pensa a giovedì: ho voluto io il “catino” di Bergamo 

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FIRENZE. Serenità, leggerezza, zero alibi e un solo obiettivo: qualificarsi per il Mondiale dopo aver saltato le ultime due edizioni in Russia e in Qatar. A Coverciano la Nazionale ha cominciato a preparare la semifinale dei playoff in programma giovedì a Bergamo contro l'Irlanda del Nord, il conto alla rovescia è cominciato e Gennaro Gattuso, pur consapevole dell'importanza della posta in palio (un'altra esclusione peserebbe su tutto il sistema calcio italiano) e dei tanti problemi dettati da defezioni e guai fisici, non vede l'ora. «Non dobbiamo appellarci ad alcun alibi, gli infortuni li hanno anche gli altri. E se non è stato fatto ciò che auspicavamo - ha detto riferendosi alla possibilità di anticipare una giornata di campionato per allungare la durata del ritiro azzurro - è perché sappiamo come sono e vengono fatti i calendari. Dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì, né all'eventuale successiva gara contro la vincente fra Bosnia e Galles, né ai quattro Mondiali vinti né al fatto che non lo giochiamo da 12 anni». Un digiuno che genera pressione, ma guai farsi condizionare: «Io ho fiducia in questo gruppo sul quale ho deciso di puntare, un gruppo che per il comportamento e l'attaccamento mostrati merita una gioia, spero con tutto il cuore che ciò avvenga. Questi giocatori non sono degli scappati di casa, qui c'è gente che ha vinto trofei, scudetti, ha disputato finali di Champions e conquistato un Europeo, non va stressata con messaggi continui e dieci sessioni video al giorno, sanno bene cosa ci giochiamo, normale ci sia tensione e questo vale anche per me, solo chi non ha sangue non la sente, però servono serenità, positività, leggerezza e io devo essere bravo a trasmetterle».

C’è chi dice no

Intanto però il ct deve fare i conti con gli acciaccati e l'addio di Federico Chiesa, richiamato dopo l'ultima gara in azzurro risalente all'Europeo 2024 e già rientrato a casa, sostituito dal bolognese Cambiaghi. Mentre Bastoni, Scamacca e Mancini sono rimasti: «Ovvio che bisogna tenere conto delle condizioni di ciascuno, non possiamo fare i kamikaze e buttare in campo facendo correre rischi, faremo sempre scelte corrette. Ringrazio Bastoni per la grande disponibilità - ha raccontato Gattuso - quanto a Scamacca ha un problema all'adduttore e lo valuteremo giorno per giorno, Tonali spero di averlo a disposizione subito, Mancini ha solo un affaticamento, Calafiori ha sentito un piccolo dolore però contiamo di recuperarlo in fretta».

Un grande lavoro

Il cammino verso la sfida cruciale con l'Irlanda del Nord è stato intenso e laborioso, fatto di centinaia di partite viste dal ct e dal suo staff (380 fra Serie A, campionati esteri, coppe e gare internazionali) ma anche di numerose cene con gli stessi giocatori in giro per l'Italia e a Londra. «Non abbiamo mai parlato di tattica, ho cercato da subito di instaurare un rapporto. Tanti avrebbero meritato di stare qui, Bernardeschi, Fagioli, Zaniolo, Orsolini ma ho deciso di puntare sul gruppo che già si era formato». E così la scelta di confermare Raspadori e il blocco dell'Inter che pure nelle ultime settimane sta faticando. «Dimarco ha numeri pazzeschi, Barella viene attaccato quando non è al top ma lui è e resta fortissimo». La priorità è superare lo scoglio di giovedì: «Conta essere lucidi, avere sempre massimo rispetto per l'avversario e annusare il pericolo, cosa che facciamo fatica a fare - ha evidenziato il ct nella conferenza - l'Irlanda del Nord non avrà grandissime qualità tecniche però ha cuore, corre tanto ed è temibilissima sui calci piazzati». Appuntamento fra tre giorni nello stadio di Bergamo (biglietti esauriti in poco più di un'ora): «Ho scelto io di giocare lì la sfida con l'Irlanda del Nord, in un impianto da 50, 60mila posti può capitare di essere fischiati al primo errore dopo pochi minuti, io volevo giocare in un catino, mi auguro di non aver toppato».

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