Agroalimentare.

Frantoi sardi beffati dal bando Pnrr 

Argea non sblocca le risorse nonostante le spese già sostenute dalle aziende 

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Il tempo passa ma nulla si muove per i frantoi sardi che aspettano da quasi un anno le risorse del Pnrr per l’ammodernamento dei propri impianti. Risorse già anticipate in buona parte dagli stessi imprenditori che ora rischiano di essere abbandonati dal ministero dell’Agricoltura e rimanere indebitati per avere sostenuto investimenti che lo stesso Governo aveva richiesto.

Gli stanziamenti

Tutta colpa di un bando da quasi 1,5 milioni che 18 “fortunati” frantoi dell’Isola sono riusciti ad aggiudicarsi a inizio 2025 per sostenere le spese di aggiornamento tecnologico e ambientale degli impianti. I finanziamenti stanziati dal ministero dovevano essere distribuiti da Argea che però in questi mesi ha avuto più di un problema nel liquidare le somme.

«Ci hanno detto che ci avrebbero pagato a giugno, poi a luglio e poi ancora a settembre. Ogni mese una nuova scusa per ritardare il pagamento», racconta sconsolato Giorgio Ortu, titolare di un frantoio a Narbolia. «Ma nel mentre ci hanno chiesto di anticipare le somme necessarie per avviare gli interventi e ottenere il saldo finale. Decine di migliaia di euro che non ci sono stati restituiti e ora rischiano di essere spesi invano».

Scadenze

Sì perché oltre al danno potrebbe intravedere una beffa finale, visto che il termine per la trasmissione al Ministero da parte dei soggetti attuatori degli atti connessi alla rendicontazione degli interventi «è fissato al 29 maggio con grave rischio di revoca delle somme stanziate», ricorda l’interrogazione che l’intero gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato in Consiglio regionale.

L’appello

Nel documento presentato in Aula si riepiloga il calvario attraversato nel 2025 dai partecipanti al bando. «Le imprese beneficiarie hanno anticipato interamente le spese, in molti casi ricorrendo al credito bancario, confidando legittimamente nel rispetto delle regole e dei tempi da parte delle amministrazioni pubbliche coinvolte. L’eventuale perdita dei fondi Pnrr per cause non imputabili ai beneficiari costituirebbe un danno economico gravissimo, oltre che una evidente distorsione degli obiettivi del Pnrr stesso, che dovrebbe sostenere – e non affossare – le imprese virtuose».

Rabbia

Ortu sottolinea lo stallo tutto sardo di cui sono vittima lui e le altre imprese coinvolte. «Nel resto d’Italia non sono stati accumulati questi ritardi. In Sardegna invece diciotto aziende rischiano di pagare interessi salatissimi a causa della burocrazia e del rimpallo di responsabilità di chi avrebbe dovuto sostenere la crescita e la modernizzazione dei frantoi e invece ora li abbandona in un mare di debiti».

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