Il caso.

Evasione e abusi edilizi, inchiesta chiusa 

Al centro delle indagini un ex ufficiale della Guardia di Finanza 

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Si è chiusa l'inchiesta della Procura di Cagliari sull’ex capitano della Guardia di Finanza, Salvatore Mandalà, accusato di aver messo in piedi — insieme a familiari e collaboratori — un sistema per costruire abusivamente un intero complesso ricettivo a Costa Rei, sottrarre acqua alla rete idrica pubblica ed evadere il fisco per oltre 680 mila euro. All’ex militare vengono contestati dal pm Andrea Vacca anche dei presunti maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex moglie, ma anche estorsione e atti persecutori. Nel 2023 erano stati sequestrati una cinquantina di immobili (vari posti auto) all’ex ufficiale, ma ora la Cassazione ha annullato il sequestro e la palla è tornata ai giudici di Cagliari che si pronunceranno nuovamente sui sequestri.

Le contestazioni

Al centro dell'inchiesta c'è il complesso ricettivo denominato "Su Casteddeddu", nella località di Costa Rei. Secondo la Procura, tra il 2015 e il marzo 2024, il proprietario dell'immobile, Salvatore Mandalà, e il progettista e direttore dei lavori, Gianfranco Sestu, avrebbero realizzato — in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e con difformità edilizie — una serie di interventi abusivi: di fatto cantine che sarebbero state convertite in appartamenti autonomi. Ci sono poi imputazioni legate alla presunta realizzazione di altre villette bifamiliari non a norma, ma la Procura ipotizza anche evasioni fiscali tra il 2018 e il 2023 per migliaia di euro: Mandalà avrebbe occultato i redditi derivanti dagli affitti turistici, compreso un B&B a Iglesias, con una rete di intestazioni fittizie. L’imposta complessivamente evasa, secondo l'accusa, ammonterebbe a 684 mila euro. Il resto delle condotte contestate, salvo violazioni urbanistiche e fiscali, sarebbero risalenti nel tempo.

Gli indagati

Oltre all’ex capitano Mandalà, 57 anni, residente a Muravera, risultano indagati – a vario titolo e ciascuno per le proprie imputazioni – anche il fratello Rosario, 59 anni, residente a Iglesias, Luca Sarritzu, 56 anni di Quartu, Gianfranco Sestu, 51 di Muravera, Giuseppe Chillau, 44 di Iglesias, Michele Fanni, 28 di San Vito, Giuseppino Ladinetti, 73 di Muravera, Andrea Sedda, 52 di Iglesias, Cristina Locci, 56 di Domusnovas, Luca Pisano, 52 di Muravera e la società "Apartments & Villas". A difendere l’ex finanziere ci sono gli avvocati Benedetto Ballero e Ivano Iai, mentre gli altri indagati sono assistiti dai legali Nicola Floris, Astrid Bertelli, Maurizio Porceddu, Francesco Lai, Andrea Nanni, Federico e Guido Manca Bitti, Nicola Ondradu e Nicola Luigi Orrù. A difendere le persone offese sono gli avvocati Leonardo Filippi e Andrea Chelo.

Il sequestro

La Cassazione ha annullato i decreti di sequestro dei beni di Mandalà per circa 1,3 milioni di euro. Il punto centrale accolto dai giudici riguarderebbe un errore di calcolo: il Tribunale aveva determinato l’imposta evasa sul reddito lordo, senza dedurre i costi inerenti all’attività. Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza per decidere il futuro degli immobili. «Nessuna delle condotte contestate è mai stata posta in essere», commenta l’ex ufficiale, «L’estorsione, poi, è davvero immaginifica».

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