L’emergenza.

Dermatite, la zona rossa si allontana 

Nel Sarrabus conclusi gli abbattimenti e non si registrano nuovi focolai 

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L’allerta non è finita. La paura nemmeno. Ma tutto fa pensare che la recrudescenza della Dermatite nodulare contagiosa, tornata a colpire gli allevamenti di bovini in Sardegna con i focolai del Sarrabus, possa essere superata senza far scattare la zona unica di restrizione. Ovvero lo stop allo spostamento degli animali.

Aninali soppressi

In inglese si chiamano operazioni di stamping out. Altro non sono che le azioni di soppressione dei bovini, anche dei capi sani, non solo di quelli malati. E tra Muravera e Villaputzu sono stati portati avanti appena è scattata l’emergenza. Ieri l’assessorato regionale della Sanità, «per il tramite del proprio Servizio veterinario», ha fatto sapere che adesso «gli abbattimenti nel Sarrabus si sono conclusi».

La normativa

Lo stamping out è un obbligo di legge. «Le misure adottate – hanno spiegato ancora dalla Regione – risultano conformi a quanto previsto dalla normativa comunitaria per le malattie di categoria A (in cui rientra la Dermatite nodulare) e sono state attuate con tempestività». Le operazioni, eseguite dai veterinari della Asl 8 di Cagliari, hanno ottenuto l’autorizzazione dall’Unità centrale di crisi che fa capo al ministero della Salute e si è riunita il 15 aprile». Praticamente lo stesso giorno in cui notizia sulla presenza dei focolai è diventata ufficiale. «Tale rapidità di intervento ha consentito alla Regione di rispettare i tempi» indicati da Roma.

L’evoluzione

Cosa succede adesso lo spiega la stessa nota diffusa dalla Sanità sarda. «Allo stato attuale, il completamento delle attività previste rappresenta un elemento favorevole sotto il profilo della gestione dell’emergenza». Devono ancora compiersi delle condizioni, ma l’ottimismo non manca: «Qualora la situazione epidemiologica si mantenga stabile e non si registrino ulteriori focolai – hanno scritto ancora dal Servizio veterinario – potrà essere evitata l’imposizione della Zona unica di restrizione», ugualmente prevista e imposta dalla normativa dell’Unione europea. Che appunto ha dettato rigidissimi protocolli sulle malattie di categoria A come la Dermatite bovina.

Attenzione massima

Analisi e verifiche, a ben vedere, vanno avanti serrate. «Si evidenzia che la prosecuzione di un attento monitoraggio epidemiologico resta essenziale per il consolidamento del quadro favorevole attualmente registrato», spiegano dagli uffici di via Roma a Cagliari. «Non si abbassano nemmeno «misure di sorveglianza», necessarie per evitare la diffusione della malattia che ha colpito la Sardegna, per la prima volta, nel giugno del 2025.

Il lavoro

In Regione spiegano infine che «l’obiettivo prioritario rimane la tutela del patrimonio zootecnico sardo e la salvaguardia delle attività economiche degli allevatori, pilastro dell’economia isolana», anche se gli abbattimenti hanno distrutto «il lavoro di intere famiglie», si legge nella raccolta fondi aperta sul sito Gofundme per sostenere gli allevatori a cui è stato soppresso tutto il bestiame.

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