Il reportage.

Crocieristi, cronache dal caos 

«Per fortuna esiste Google Maps, altrimenti non sapremmo dove andare» 

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C’è chi corre verso il Bastione, chi cerca un bus per il Poetto e chi si ferma spaesato davanti a un incrocio. La mattinata dei crocieristi in città scorre veloce tra il fascino del sole cagliaritano e i tanti – a volte troppi – problemi nella mobilità. Indicazioni mancanti, attraversamenti insufficienti e il sottofondo caotico dei cantieri accompagnano lo sbarco.

Al porto

Sono le 12.15, la nave è attraccata da poco e i primi crocieristi iniziano a scendere dalla passerella. Spagnoli, francesi, portoghesi e questa volta anche tanti italiani: tutti con una cartina in mano fornita a bordo della navetta che li ha appena accompagnati sino all’ingresso dell’“Onda blu” – il percorso pedonale costruito all’interno dell’area portuale per condurre i turisti appena sbarcati in direzione piazza Matteotti. La scena si ripete identica a ogni arrivo: chi cerca il centro storico, chi aveva già prenotato un tour guidato e chi – e sono la maggior parte – sceglie di proseguire «all’avventura» come dice Greta, appena incrociata con il fidanzato sotto il pergolato.

Per molti, almeno nella prima parte del tragitto orientarsi sembra semplice. Tutti camminano ordinati sotto il tratto ombreggiato, poi nelle strisce pedonali azzurre tracciate per terra. Intorno alle 12.30 compaiono anche degli operai, intenti ad installare nuovi cartelli e indicazioni che puntano verso il centro storico.

In centro

I problemi iniziano a farsi sentire una volta superati i confini del porto. Nessun vigile a gestire il flusso sempre più fitto di turisti, mentre il rumore incessante dei cantieri accompagna l’arrivo dei visitatori. Tra deviazioni, transenne e lavori in corso, diversi crocieristi si fermano e provano a decifrare una delle poche mappe della città all’ombra di un albero secolare in piazza Matteotti. Tra loro Giovanni Nicoletti e Caterina Buttafuoco si guardano spaesati: «Dobbiamo andare qua o là? – rivolti verso viale la Plaia –. Con questa cartina non si capisce niente. Menomale esiste Google Maps», e ridono senza farsi scoraggiare. «Abbiamo poco tempo, ripartiremo alle 18, quindi vogliamo visitare più cose possibili».

Nel frattempo gli attraversamenti diventano sempre più caotici, soprattutto tra piazza Matteotti e la passeggiata centrale di via Roma. In tanti, presi dalla fretta del poco tempo a disposizione, tentano scorciatoie improvvisate. «Non sappiamo dove altro andare», grida una ragazza in risposta a una autista che, alterato dall’ennesimo turista nel bel mezzo della strada, urla qualcosa dal finestrino e suona il clacson, ancora e ancora. Poco distante Celine, turista tedesca, viene fermata mentre attraversa in un punto pericoloso. «Sì, lo so, qui non potrei andare. Ma finita la passeggiata – in via Roma – ci si ritrova in mezzo alla strada. Dove dovrei passare?». La sensazione è quella di una città «difficile da leggere» appena usciti dal porto, soprattutto per chi ha poche ore a disposizione e si ritrova intrappolato tra le transenne e il frastuono dei cantieri. Federica Di Sieno e Massimo Gatti, osservano la scena seduti all’ombra. «Gli attraversamenti qui davanti sono selvaggi», commentano. Poi Massimo ammette: «L’ho fatto anche io. Mancano indicazioni, frecce, percorsi pedonali chiari. È una difficoltà che abbiamo trovato un po’ in tutta la città».

Sono ormai le 12.40, Alessandro Dabja e Daniela Corcodel, arrivati dalla Moldavia, aspettano il pullman per il litorale. «Questa città è davvero meravigliosa. Le palme, il sole…sembra di essere in un altro continente», sui cantieri però restano ottimisti, «dopo il caos dell’uscita dalla nave quasi non li avevo notati», dice lui.

A Castello

Alle 14 Castello è ormai pieno di turisti. C’è chi entra nei locali per riposarsi e chi continua a cercare indicazioni sul telefono. Madre e figlia appena uscite dalla cattedrale, raccontano le difficoltà incontrate: «La città è bellissima, ma ci sono pochi cartelli stradali. I lavori danno poco fastidio, però fanno molto rumore. Abbiamo dovuto usare il Gps praticamente ovunque». Tra le criticità evidenti ci sono anche i servizi: nel centro storico e a Castello, spiegano in diversi, i bagni pubblici mancano o sono insufficienti. «Non può bastare quello di un bar», protesta una turista mentre cerca un bagno nella zona alta della città.

E mentre il pomeriggio entra nel vivo, il centro continua a riempirsi di lingue diverse, mappe spiegazzate e telefoni puntati sulle strade di una città che, almeno nei giorni di grande afflusso, sembra ancora inseguire i suoi turisti più che accompagnarli.

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