L’assenza del numero legale in Aula e il conseguente mancato avvio dei lavori (non c’erano le presenze necessarie a garantire la validità delle deliberazioni) è soltanto legato a un «normale confronto interno». Insomma, sarebbe stato solo un rinvio tecnico. Così la maggioranza in Comune commenta quanto accaduto giovedì sera quando l’assemblea, aperta inizialmente con il formale saluto di benvenuto alla nuova segretaria comunale, è stata sospesa prima di poter entrare nel vivo dei punti all’ordine del giorno a causa del venir meno del numero legale durante la verifica delle presenze.
I numeri
L’appello eseguito dal presidente Alberto Nioi ha fornito un quadro chiaro della situazione in quel momento. Per la maggioranza sono risultati assenti i consiglieri Silvia Aresu, Luisa Atzori, Maria Ciaccio, Silvio Maria Giacobbe, Roberta Loi, Sandro Picciau, Veronica Piras e Corrado Pintus. Tra i banchi della minoranza non erano invece presenti Diego Corrias e Rachele Garau, la cui assenza è stata formalmente giustificata da impegni di lavoro. Come quella dell’assessore Francesco Murtas, che comunque non influiva sul calcolo del numero legale dell’assemblea.
L’opposizione
I gruppi di minoranza hanno inizialmente assicurato l’avvio dei lavori, aprendo poi il dibattito sulle assenze registrate tra i banchi della coalizione di governo. Niside Muscas ha sottolineato come l’opposizione abbia garantito il numero iniziale per rispetto istituzionale verso la nuova segretaria e per discutere le istanze dei cittadini, esprimendo tuttavia preoccupazione: «I numeri dell’ultima adunanza assumono un peso politico evidente. È inevitabile pensare a tensioni interne, e lo stallo rallenta l’azione amministrativa».
Sulla stessa linea il Dem Alessandro Casula, che ha evidenziato come l’assenza di interi gruppi suggerisca «una mancata condivisione degli obiettivi stabiliti in campagna elettorale», auspicando che il sindaco proceda a una rapida verifica di maggioranza. Più netto il commento di Sandro Sanna (M5S), che ha definito lo scenario «il simbolo dell’incapacità politica di una maggioranza allo sbando» chiedendo al primo cittadino di riferire pubblicamente sui motivi della parziale defezione.
L’amministrazione
L’esecutivo tuttavia tende a circoscrivere l’accaduto entro i binari del normale confronto interno.
Il sindaco Mario Puddu ha scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiali nell’immediato, preferendo attendere un confronto diretto e chiarificatore con i gruppi della sua coalizione. Il primo cittadino si è dichiarato comunque sereno in merito alla stabilità dell’amministrazione locale.
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