Gairo.

Condannato in Italia, ostaggio in Spagna 

Il 63enne ha scoperto della sentenza al momento del rinnovo dei documenti 

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Adriano Trebini è ostaggio della burocrazia in Spagna. Sessantatré anni, originario di Gairo ma trapiantato a Barcellona, ha sulle spalle una condanna (passata in giudicato) a tre anni e tre mesi di reclusione per un reato commesso a Tortolì nel 2010, ma non può rientrare in Italia perché ha la carta d’identità scaduta e, proprio in virtù delle pendenze con la giustizia, il Consolato generale italiano gli ha negato il rinnovo del documento. Non può imbarcarsi su nessun mezzo e in più nella città catalana gli stanno negando anche alcuni servizi bancari che richiedono l’esibizione della carta d’identità. Il suo avvocato, Mario Solanas, ha presentato al Tribunale di Lanusei un’istanza di affidamento in prova ai Servizi sociali per evitare che il suo assistito finisca in carcere ma resta il nodo del rientro vietato.

La vicenda

I guai giudiziari di Adriano Trebini sono cominciati a febbraio del 2010, quando aveva avuto una discussione con una persona. La quale, dopo che Trebini è emigrato, lo aveva denunciato. Il processo istruito negli anni successivi è culminato con una condanna per estorsione divenuta definitiva il 21 marzo scorso. Tre anni e 3 mesi da scontare, oltre a una sanzione di 1.000 euro. Da qualche tempo, l’uomo ha messo radici a Premia de Mar, 25 chilometri a nord di Barcellona. Quando, nelle scorse settimane, Trebini ha richiesto il rinnovo della carta d’identità la sua istanza è stata congelata. Il 28 agosto scorso, il Consolato ha negato il rilascio della carta d’identità europea proprio perché nei suoi confronti pende quella condanna di cui il destinatario ha riferito di non essere venuto a conoscenza se non nel momento stesso in cui ha tentato il rinnovo del documento.

Ricorso urgente

Il 31 agosto, il pm di Lanusei, Valentina Vitolo, ha emesso un provvedimento di unificazione di pene concorrenti e l’ordine di esecuzione per la carcerazione con contestuale decreto di sospensione dello stesso. Ma Trebini non può rientrare per eseguire lavori socialmente utili perché la carta d’identità non gli viene concessa e lui è bloccato in Catalogna. Per provare a disinnescare la burocrazia, l’avvocato Solanas ha presentato un ricorso gerarchico al ministero degli Esteri ma la procedura non si annuncia breve, con la vita di Trebini che nel frattempo resta sospesa in terra spagnola.

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