Mosca. La scure della repressione si abbatte a tutto campo sugli oppositori in Russia, dove un tribunale ha condannato a 11 anni di carcere Lev Shlosberg, vicepresidente del partito pacifista di opposizione Yabloko, già escluso dalle prossime elezioni parlamentari di settembre. Il 63enne, tra i pochissimi oppositori del Cremlino rimasti in Russia, paga così la scelta di schierarsi apertamente contro l’invasione dell’Ucraina. A condannare Shlosberg è stato il tribunale di Pskov, nella Russia nord-occidentale, giudicando il vicepresidente di Yabloko colpevole di «azioni pubbliche volte a screditare l’uso delle Forze Armate della Federazione Russa», annunciando una pena di 11 anni e 1 mese di reclusione.
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