Una festa in villa, due giorni con gli amici, una disgrazia che non si può ritenere ancora scampata. Yael Trepy, 20 anni, il centravanti arrivato dalle banlieue parigine ai piedi della Sella del Diavolo per affermarsi nella Serie A, è ricoverato nella terapia intensiva del Santissima Annunziata di Sassari in coma farmacologico. All’ospedale è arrivato grazie all’elisoccorso domenica pomeriggio, dopo aver rischiato di annegare nella piscina della villa affittata a Baja Sardinia per due giorni, assieme a un paio di compagni di squadra e a dieci amici e amiche, in via Vaddi di Jatta. Solo dopo si è scoperto che non sa nuotare. E proprio un compagno potrebbe avergli salvato la vita, tirandolo fuori dall’acqua.
La ricostruzione
Difficile ricostruire gli accadimenti, di sicuro improvvisi, che hanno causato l’incidente. Sembra che Trepy stesse prendendo il sole a bordo piscina. Attorno c’erano gli amici festanti, in un pomeriggio spensierato tra ventenni baciati dalla fortuna di potersi permettere, anche in tempi di crisi, il privilegio di riposare in Costa Smeralda. La musica di tendenza a tutto volume. A un certo punto, non è chiaro se per rinfrescarsi o per partecipare a un gioco con gli amici, è entrato in acqua. Trepy non sa nuotare: non tutti i presenti pare conoscessero questo dettaglio. La piscina della villa di via Vaddi di Jatta degrada da una parte più bassa a una più alta: il ventenne francese si sarebbe spostato senza accorgersi della profondità, tanto da farsi prendere dall’agitazione fino a finire nel fondo privo di sensi. A tirarlo fuori dall’acqua e tentare di rianimarlo, forse salvandogli la vita, sembra sia stato un compagno di squadra presente in villa, di cui – per ragioni di riservatezza – non si conosce il nome.
I soccorsi
L’allarme è stato lanciato intorno alle 17.10, un quarto d’ora dopo a Baja Sardinia è arrivato l’elicottero. Non risulta che nella villa siano intervenuti i carabinieri o la polizia, ma solo il 118, per il trasporto di Trepy a Sassari. Prima del decollo, il centravanti rossoblù è stato intubato e, una volta al Santissima Annunziata, è stato subito trasferito alla terapia intensiva. Per sua fortuna, i soccorsi sono stati tempestivi: il personale medico e paramedico ha fatto in modo che espellesse l’acqua presente nei polmoni in quantità rilevante. Con lui, all’ospedale, c’è pure un medico di fiducia del Cagliari.
Le condizioni
Ora bisogna sperare che Trepy sia rimasto nel fondo della piscina senza sensi solo per pochi minuti. In serata risultava sempre in prognosi riservata per polmonite da inalazione: è ancora sedato ma in fase di lieve miglioramento. Il club rossoblù ha elevato una cortina di silenzio a tutela della privacy del giovane giocatore e dei suoi familiari. Gli amici più stretti lo descrivono come un ragazzo pieno di vita: negli ultimi tempi non era fidanzato. Amava solo il calcio: come gioco, pur consapevole delle difficoltà del professionismo che si è conquistato con i gol. Inutile chiedersi ora quando e se tornerà in campo: per riprendersi da quel che gli è accaduto avrà necessità di un recupero graduale. Almeno si spera che questo possa bastare.
Le reazioni
La società è costernata. Un dirigente del Cagliari, in vacanza in una località non lontana da Baja Sardinia, si è recato sul posto per controllare i luoghi e cercare di capire la dinamica dell’accaduto. Tra l’altro, non aiuta che nella villa non ci siano le telecamere. Tutto il Cagliari si è stretto attorno a Yael Trepy e ai familiari, appena saputo dell’incidente. Volti cupi, ad Asseminello. Nessuno ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti in vista dell’esordio in campionato contro il Parma, aveva il coraggio di parlare. Oltre al presidente Tommaso Giulini, ha pubblicato nelle storie del suo profilo Instagram un toccante messaggio l’allenatore Fabio Pisacane, che di Trepy è stato come un secondo padre e l’ha valorizzato dal suo arrivo in Sardegna: «Da quattro anni ti vedo crescere, lottare e superare ogni ostacolo. Oggi affronti la partita più importante: continua a combattere, Yael. Sono come sempre accanto a te, ti aspetto». Sempre su Instagram si è manifestato Sebastiano Esposito, che ha postato le mani giunte in preghiera sopra la foto del ragazzo venuto dalle banlieue.
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