Sotto la lente l’impianto eolico Alas, già in fase di realizzazione dopo l’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione

Altolà alle pale vicino alle domus de janas 

Il ministero della Cultura chiede chiarimenti alla Soprintendenza di Sassari e Nuoro 

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«Si chiede di voler fornire a questo Ufficio ogni informazione utile riguardo le iniziative fin qui intraprese e quelle che eventualmente si intendono avviare per garantire la tutela». In calce la data del 6 agosto. Scrive il Ministero della Cultura (Mic), destinataria la Soprintendenza di Sassari e Nuoro. Lo scambio di corrispondenza riguarda il progetto Alas, 66 megawatt di potenza tra Ittiri e Villanova Monteleone, nord ovest della Sardegna, dieci aerogeneratori che la Regione ha autorizzato nel 2024, i lavori sono in corso. Eppure agli assessorati sardi e a tutti gli altri enti che hanno passato al setaccio le pale della Rwe Renewables Italia srl, Soprintendenza inclusa, è sfuggito quanto rilevato dal Gruppo Bardiania de sa Nurra pro sa Sardinnia: «Quel parco eolico – ha scritto il Comitato al Mic – minaccia le domus de janas di Pubusattile». Un vincolo di salvaguardia è a rischio. Adesso il ministero vuole vederci chiaro.

La lettera

Tutto inizia il 13 luglio, quando Bardiania de sa Nurra si accorge che una turbina «è un oltraggio inaccettabile». Un aerogeneratore in particolare, più degli altri. «Nel progetto è indicato con il codice alfanumerico Wtg9 ed è previsto a una distanza di cinquecento metri», spiega il portavoce Piero Atzori. A stretto giro la decisione di mandare una Pec sia al ministero della Cultura che all’Unesco.

La risposta

Nove giorni dopo arriva una primissima comunicazione. Il Mic, attraverso l’Ufficio di Gabinetto, fa sapere di «aver acquisito al protocollo la nota di Bardiania de sa Nurra che richiama l’attenzione sulla necessità di assicurare la tutela di Pubusattile», la necropoli di Villanova Monteleone con sei domus de janas, dove è stato anche rinvenuto il dipinto di una scacchiera, tuttora visibile. Come segnalato dal Comitato, il Mic riporta nella missiva del 22 luglio che «il sito è ricompreso» nella Tentative list Unesco, ovvero l’elenco del patrimonio archeologico per cui il CeSim, il Centro studi “Identità e memoria”, ha chiesto il riconoscimento all’agenzia dell’Onu. Al Ministero lo dicono esplicitamente già in quella prima risposta: per la tutela di Pubusattile, «la realizzazione dell’impianto eolico Alas rappresenta una possibile interferenza». Tanto che gli uffici romani fanno sapere al Comitato di aver «sollecitato iniziative volte alla salvaguardia del bene archeologico e del relativo contesto paesaggistico».

Seconda nota

Passano altri quattordici giorni e il caso delle domus de janas viene preso in mano dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale. A Bardiania de sa Nurra arriva una nuova comunicazione. Stavolta per conoscenza. Il destinatario è la Soprintendenza di Sassari e Nuoro, da cui è transitata l’autorizzazione del parco eolico. Dalla Direzione generale del Dipartimento sono perentori nei confronti degli uffici sardi: «Posto che la segnalazione (del Comitato) riguarda territori di grande valore per questo Ministero», ecco la richiesta di chiarimenti sull’iter procedurale. Al Mic non torna l’assenza di opposizione rispetto a una pala così vicina alla necropoli. Non fosse altro che Pubusattile è una testimonianza preziosa dalla tradizione funeraria di epoca preistorica.

Il commento

«Siamo soddisfatti», dice Atzori a nome dell’intero Comitato. Ma più ancora è concreta nel gruppo la speranza che «l’intervento del Mic possa bloccare il parco, anche se i lavori purtroppo sono iniziati». C’è un precedente che vale una buona dose di ottimismo. «Dopo la sentenza del Tar del Lazio numero 6548/2026, la presidenza del Consiglio dei ministri ha revocato il giudizio positivo di compatibilità ambientale alla società norvegese Fred Olsen Renewables». Come dire: l’annullamento dell’autorizzazione concessa al progetto Alas non è utopia. «La produzione di energia da fonti rinnovabili non può essere anteposta agli interessi pubblici e ai valori ambientali e paesaggistici». Si attende adesso che la Soprintendenza di Sassari risponda. Poi si capirà se il cordone sanitario del Mic salverà davvero Pubusattile.

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