Pirri.

Cimitero, via al cantiere: addio a quattordici pini per far spazio ai loculi  

Gli ambientalisti: «Un errore tagliare gli alberi» Ma c’è chi approva: «Finalmente si comincia» 

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Is Bingias. Via Murat. Gli specialisti del verde della cooperativa Primavera 83 si presentano, puntuali di buon mattino, all’ingresso del cimitero di Pirri. Sono stati incaricati di smantellare la storica pineta dell’attigua via Fratelli Cairoli per consentire l’ampliamento del camposanto, atteso da 20 anni. Le tute verdi si guardano attorno preoccupate, ma la situazione è tranquilla: poca gente, nessun picchetto ambientalista. Si può cominciare. Dopo mezz’ora il primo pino alto 10 metri è già ridotto in tronchetti.

Il rumore forte della motosega squarcia il silenzio. Comincia il via vai di curiosi. Alcuni scattano foto. La notizia irrompe sul web e il dibattito si accende. Favorevoli e contrari, come sempre. Un surreale déjà-vu, perché la stessa discussione social c’era già stata a febbraio. All’epoca la pineta era stata circoscritta, ma i lavori non erano partiti perché le recinzioni erano state tappezzate di cartelli di dissenso. Ora, dopo 5 mesi, il nuovo tentativo. Senza intoppi, stavolta. Nessuna protesta concreta e via libera agli abbattimenti. «Ci vorranno giorni», si lascia sfuggire un operaio, «dobbiamo eliminare un intero filare». Quattordici, per la precisione, i pini da abbattere. Alle 12,30 i primi tre sono già spariti.

Caldo estremo, eppure l’ottantenne Francolino Farris, già vicepresidente della Municipalità per tre volte, è lì ad osservare. «Finalmente si comincia», esulta, «per me, come per altri pirresi avanti negli anni, si rinfocola la speranza di riposare nel paese natio... quando sarà». Scontenta, invece, Palmira Atzori, 55 anni, residente a due passi: «Bisognava trovare alternative, la pineta doveva essere salvaguardata». Critica anche Silvia Zoccheddu, 47 anni, socia della Lega italiana protezione uccelli: «Ci stanno togliendo l’unico polmone verde in zona, quei pini erano sani e siamo pure in periodo di nidificazione». Caustico sui social l’avvocato Renato Lai, tra i promotori delle proteste di febbraio: «L’eliminazione di quest’area verde peserà sulle coscienze degli amministratori».

L’ampliamento consentirà la realizzazione di 1047 nuovi loculi e 196 ossari. La zona sarà totalmente riqualificata. Nessun commento, al momento, da parte della vicesindaca con delega ai Servizi cimiteriali, Maria Cristina Mancini. «Il cimitero non è di mia competenza», si è invece limitata a dire l’assessora all’Ambiente, Luisa Giua Marassi, «ma sarà il mio Servizio, in seguito, ad occuparsi del progetto per il nuovo parco».

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