Le piste ciclabili di fermano, le polemiche ripartono. Da via Marongiu a via Cornalias, da via Is Guadazzonis al Quartiere del Sole. Il completamento delle nuove ciclovie urbane è rimandato a data da destinarsi. Colpa dell’impresa incaricata dei lavori che, dopo mesi di ritardi e inadempienze, ha costretto il Comune a risolvere il contratto. Il risultato è una rete incompleta e che resterà tale finché non verrà individuata la nuova impresa, con tempi tutti da definire. La notizia, emersa durante la commissione Mobilità dei lunedì scorso, riaccende lo scontro politico su uno dei temi più discussi della viabilità cittadina: le piste ciclabili, appunto. L’opposizione denuncia i disagi provocati dai cantieri e le conseguenze delle modifiche alla circolazione. La maggioranza rivendica invece la correttezza della decisione, assunta dopo il mancato rispetto degli obblighi contrattuali.
L’attacco
«Oltre il danno, la beffa», attacca Roberto Mura, consigliere di Alleanza Sardegna. «Dopo mesi di cantieri, disagi e viabilità stravolta, scopriamo che il Comune sta procedendo alla risoluzione del contratto con l'impresa per inadempimenti, senza avere nemmeno una data certa per il completamento dei lavori. Via Pergolesi, via Vesalio, via Flavio Gioia, via Marongiu e via Cornalias sono l'emblema di una politica della mobilità che ha trasformato Cagliari in un ingorgo permanente. Si continuano a realizzare piste ciclabili sacrificando spazi alla circolazione privata e al trasporto pubblico, senza considerare adeguatamente le conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini. Il paradosso è che, nel nome della mobilità sostenibile, si ottiene esattamente l'opposto: più traffico, più code, più inquinamento e mezzi pubblici sempre più lenti. Non è sostenibilità, è una mobilità progettata senza equilibrio. E mentre i cittadini pagano il prezzo di queste scelte, i cantieri restano incompleti e gli appalti finiscono in risoluzione». Più duro Giuseppe Farris, CiviCa 2024, che punta i fari sull’assessore Marcialis: «Gioca al piccolo chimico della viabilità», dice. Il consigliere ricorda la mozione presentata a giugno, sostenuta da oltre seimila firme, per «sospendere temporaneamente l’approvazione di nuovi progetti e commissionare uno studio indipendente sugli effetti delle piste già realizzate, con riferimento a congestione del traffico, incidentalità, utilizzo effettivo dei percorsi, conseguenze sul trasporto pubblico e sulle attività commerciali. Il tempo della mobilità data free è terminato».
La replica
La maggioranza respinge le accuse. «Il Comune ha proceduto all'affidamento dei lavori attraverso una gara a evidenza pubblica, nel rispetto della normativa vigente», spiega Giovanni Porrà, presidente della commissione Bilancio. «Come dovrebbe sapere chi ha esperienza nell'amministrazione della cosa pubblica, nell'esecuzione degli appalti possono emergere criticità che richiedono valutazioni e interventi da parte degli uffici competenti, secondo le procedure previste dalla legge. Ritengo pertanto che alimentare polemiche su tale fattispecie, sia un esercizio sterile e fine a se stesso», aggiunge. Il concetto lo ribadisce Luciano Congiu, presidente della commissione Mobilità: «Di fronte alle inadempienze dell’impresa, rescindere il contratto è un atto di coraggio politico e un esempio di buona amministrazione. La cosa più comoda sarebbe stata lasciare finire i lavori e lamentarsi dopo. Invece si è deciso di fermare un’azienda che, evidentemente, non ha lavorato bene, difendendo gli interessi dei cittadini», aggiunge, ricordando che comunque «otto chilometri sui dodici previsti sono già stati realizzati». Lo scontro politico resta aperto.
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