Sanità.

C’è un medico di base, ossigeno per l’Ascot 

In due hanno risposto al bando di Ares, uno destinato ai pazienti di Iglesias 

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Dopo mesi di bandi andati deserti, arrivano due adesioni, seppur temporanee, per il territorio dell’Iglesiente per quanto riguarda i medici di base. Una notizia che dovrebbe contribuire ad alleggerire il carico dell’Ascot di Iglesias, che nelle ultime settimane ha vissuto una fase particolarmente critica, anche a seguito del pensionamento di un altro medico di base, il dottor Andrea Melis. Si sono infatti registrate lunghe file, attese di diverse ore, visite frettolose e, in alcuni casi, pazienti rimasti senza visita dopo ore di attesa.

L’annuncio

La Asl locale annuncia così due novità per i cittadini rimasti senza medico di famiglia. La prima riguarda proprio l’esito dell’ultimo bando per incarichi provvisori portato avanti da Ares Sardegna, dal quale sono arrivate due adesioni, una delle quali destinata al Comune di Iglesias, l’altra a Villamassargia. La seconda novità riguarda invece il potenziamento dell’Ascot di Iglesias: a partire dall’8 giugno il servizio passerà da 25 a 36 ore settimanali, con un incremento di 13 ore complessive. Secondo la Asl, l’arrivo del nuovo medico e il rafforzamento dell’ambulatorio rappresentano «un passaggio verso una gestione più stabile ed efficace dell’assistenza territoriale, con l’obiettivo di ridurre la pressione sul servizio e migliorare la risposta ai bisogni dei cittadini».

Le perplessità

Tuttavia, non si assopiscono le perplessità per il modello Ascot da parte non solo dei pazienti, ma anche da ex professionisti sanitari, tra i quali il dottor Giorgio Madeddu, ex medico di base, che evidenzia però come il problema resti strutturale: «Dovrebbero arrivare due medici, ma non c’è nulla di definitivo. Il problema è che non cambia il sistema - afferma -. Per quale motivo un medico dovrebbe lavorare tantissimo e guadagnare poco, quando può guadagnare molto facendo poche ore?».

Alle sue parole si affiancano le testimonianze dei cittadini. Roberta Anna Scanu racconta: «Sono andata tre volte all’Ascot e tutte le volte la gente era prevalentemente o in piedi o seduta per terra». Sandra Sardu descrive una situazione ancora più complessa: «Non riusciamo a farci fare nemmeno le prescrizioni perché ci mandano via. Mi hanno visitata con una torcia del cellulare, è inammissibile tutto ciò». Domenico Pili denuncia le difficoltà degli anziani: «A 85 anni ogni mese devo sobbarcarmi questo disagio. Rischio di rimanere senza farmaci perché non so quando riuscirò a farmi fare la ricetta».

Gli interventi

Nel mezzo di queste criticità, la Asl Sulcis Iglesiente ribadisce che sono in corso in queste settimane interventi costanti di monitoraggio e riorganizzazione del servizio per rispondere alle esigenze della popolazione. L’azienda sta predisponendo una serie di interventi per il miglioramento dell’accoglienza e della funzionalità della struttura: riorganizzazione degli spazi, aumento delle sedute disponibili e interventi mirati a rendere più ordinato e confortevole l’accesso agli utenti, mirando a ridurre disagi e tempi di attesa.

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