Le novità.

Cassonetti per indumenti: scatta il giro di vite 

Usati per abbandonare rifiuti, molti raccoglitori verranno rimossi o spostati 

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Raccolta degli indumenti usati, si cambia. Dai banchi dell’aula del Consiglio comunale, l’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi, annuncia un giro di vite contro il degrado e il fenomeno dell’abbandono di rifiuti, per dire basta, una volta per tutte, all’utilizzo improprio dei 111 contenitori bianchi sparsi sul territorio, costantemente saturi e trasformati in discariche abusive. I primi interventi sono già scattati. Si va dallo spostamento (o dalla definitiva rimozione) dei raccoglitori in condizioni più critiche alla collocazione in aree sicure – come ecocentri, parchi o centri commerciali – con contestuale potenziamento della videosorveglianza e della frequenza di svuotamento. Fino all’applicazione su ogni contenitore, a scopo deterrente, di adesivi con scritte a caratteri cubitali per ricordare le pesanti sanzioni (fino a 3 mila euro) previste in caso di conferimento non corretto.

La rivoluzione

«La rimodulazione del servizio è già partita ed è in continua evoluzione», ha spiegato l’assessora Giua Marassi in risposta ad un’interrogazione sul tema a prima firma del consigliere Alessio Mereu (Fdl), «e attualmente è in corso una rivalutazione sia del numero che del posizionamento dei contenitori e abbiamo stabilito che alcuni, quelli utilizzati maggiormente in modo improprio, saranno direttamente eliminati». Altri invece saranno mantenuti al fine di garantire il servizio. «Una parte stiamo cercando di collocarla in luoghi chiusi e custoditi, ma non è possibile posizionarli tutti negli ecocentri per ragioni di spazio». Sono troppi. «Pertanto alcuni li stiamo posizionando nei parchi e altri li posizioneremo in aree di proprietà di centri commerciali o supermercati. Stiamo, inoltre, valutando di metterne anche in cortili comunali». L’obiettivo finale è evidentemente il ripristino ed il mantenimento del decoro.

Le sanzioni

Per i trasgressori sono previste multe salate. «Abbiamo già incrementato la frequenza dello svuotamento e del ritiro», riferisce ancora l’esponente della Giunta Zedda, «il vero problema è che spesso i contenitori vengono forzati e svuotati oppure usati per conferire impropriamente rifiuti non tessili. Su questi due aspetti stiamo agendo da mesi con un monitoraggio di tutte le postazioni. Stiamo cercando di contrastare le condotte illecite tramite strumenti di deterrenza e di controllo, in accordo con la Polizia Locale, in particolare con telecamere. Abbiamo, infine, applicato adesivi per ricordare le sanzioni previste». Particolarmente pesanti: da mille a 3 mila euro.

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