Sugli spalti, soprattutto negli sport americani, i mini-striscioni o cartelloni tenuti in mano dai tifosi sono popolarissimi da anni. Le regie televisive impazziscono per andarli a scovare tra le gente. Di recente, anche in Italia, vanno quelli rivolti ai giocatori in cui si chiede loro di tutto, da “Mi regali la tua maglia” a “Vuoi sposarmi?”.
Una pratica divertente e in genere anche innocente, tanto che a tenere i cartelli (realizzati con pennarelli colorati come si fa con le ricerche a scuola) sono giovanissimi tifosi, bambine e bambini. Ma non è proprio così. Alla Unipol Domus (e in altri stadi) sono vietati, senza autorizzazione. Sabato qualche tifoso, privato da uno steward zelante del proprio cartello (uno di quelli che chiedevano la maglia), si è lamentato a Radiolina. Ma, regolamenti alla mano, aveva torto. Già perché, come dice il Regolamento d’Uso dell’Unipol Domus (pubblicato sul sito cagliaricalcio.com ), è vietato esporre “cartelli, stendardi orizzontali, documenti, disegni, materiale stampato e striscioni che ostacolino la visibilità ad altri tifosi e che non siano stati esplicitamente autorizzati dal Gruppo Operativo per la Sicurezza (G.O.S.)”. La soluzione? Una mail di richiesta a slo@cagliaricalcio.com (o fax allo 070-6042085) entro e non oltre i 7 giorni lavorativi precedenti la partita, con tutti i dettagli, foto compresa.
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