I due atenei dell’Isola, il Banco di Sardegna e le camere di commercio ancora a confronto per lavorare a un sistema finanziario più moderno ed efficace per l’Isola.
Il dibattito
Gli attori protagonisti del progetto Pnrr concluso di recente “e.ins”, finalizzato a migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, si sono ritrovati ieri al Rettorato dell’Università di Cagliari in occasione del seminario “Capitali per la crescita”. Obiettivo, proseguire il cammino nella creazione di un ecosistema finanziario che sostenga le aziende e le famiglie imprenditrici isolane, dalla fase di start-up al passaggio generazionale. Un percorso che non può prescindere dall’uso consapevole dell’intelligenza artificiale a tutti i livelli. È su questo tema sono intervenuti i due ospiti di spicco del convegno: Paolo Savona, ex ministro per gli Affari Europei e presidente Consob fino a marzo di quest’anno, e Edward Altman, padre dell’Altman Z-Score, il modello più usato al mondo per prevedere il rischio di default delle imprese. Quest’ultimo ha sottolineato la necessità di integrazione dei tradizionali modelli di rischio di credito con le moderne tecnologie di IA. «Una combinazione dei due è la scelta migliore per la presa di decisioni delle compagnie di credit risk – la posizione di Altman –. Il valore aggiunto dell’IA è a mio avviso del 10-15% rispetto all’accuratezza dei modelli tradizionali, ma ciò che è necessario è averli combinati in un modello di rischio di credito». Per Savona «le piccole imprese, che per crescere hanno bisogno di capitale, devono assumere informazioni corrette da parte di persone certificate sull’uso che si fa dell’intelligenza artificiale». L’ex direttore della Banca d’Italia ha sostenuto che «chi sostiene di conoscere l’IA deve sottoporsi a una verifica della validità dell’offerta, esattamente come avviene per altri prodotti di cui deve essere certificata la qualità per poterli mettere sul mercato». In chiusura il tavolo istituzionale le cui conclusioni sono state tratte da Riccardo De Lisa, promotore dell’iniziativa e docente di Banche e finanza a Unica. «In Sardegna può nascere un nuovo ecosistema finanziario, cioè un insieme di attori che interagiscono per un obiettivo comune: migliorare l’accesso alla finanza delle imprese, in particolare delle start-up alternative di cui abbiamo bisogno nel nostro territorio. Le connessioni non bastano, devono essere ottimizzate e diventare vive».
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