Carbonia.

Campi rom, polemica in Consiglio 

Mozione di Garau (FdI): «Quelli abusivi potrebbero essere sgomberati» 

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Le condizioni dei campi rom di Carbonia, quelli abusivi e quello autorizzato, riaccende il dibattito politico. Sia perché da decenni la situazione di degrado dei siti è cristallizzata, ci si interroga ancora sui livelli di integrazione (benché non siano mancati episodi edificanti di scolarizzazione e inserimento nelle liste delle case popolari), sia soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca nera: è infatti dall'insediamento di Caput Acquas che provengono le due persone accusate dell'omicidio di Buddusò. In città esiste da 30 anni l'insediamento abusivo di Sirai. Da qui una ventina di anni orsono si sono poi spostate le famiglie trasferite nell'impianto costruito dal Comune in via del Minatore. Poi si è creato l'insediamento misto (rom e nuclei sardi) appunto nella palazzina ex Fs di Caput Acquas.

Proteste

Il degrado è la regola. Ed è quindi in una mozione urgente alla Giunta che la consigliera di Fratelli d'Italia Daniela Garau parla di «inerzia suicida» e suggerisce, se necessario, fra le altre cose, «lo sgombero dei campi abusivi». Per la consigliera di opposizione «non siamo più di fronte solo a una situazione di discariche a cielo aperto, siamo davanti a un innalzamento del pericolo per la sicurezza: per decenni le amministrazioni si sono trincerate dietro la scusa che la competenza sia della Prefettura ma è uno scaricabarile perché tollerare zone franche è una responsabilità politica».

La mozione chiede «la mappatura dei campi, il numero dei residenti reali, la verifica dell'obbligo scolastico, il rendiconto delle spese sostenute per le attività di inclusione, un coordinamento con Prefettura e forze dell'ordine, ispezioni congiunte per motivi ambientali e sanitari, la bonifica dei siti inquinati, lo sgombero delle aree abusive con collocazione dignitosa delle persone perchè sono cittadini di Carbonia».

La replica

La presa di posizione del sindaco Pietro Morittu è altrettanto netta: «Fermezza e tolleranza zero verso chi compie crimini: abbiamo chiesto due settimane fa un incontro col Prefetto anche per la questione roghi e il disastro ambientale». Il primo cittadino aggiunge che in questi anni non si è rimasti immobili: «Attivati tavoli istituzionali con Prefettura e con forze dell’ordine, Regione e con vari enti ciascuno con le proprie competenze: continueremo così, senza scaricare le responsabilità ma anche senza confondere i ruoli».

Su un altro punto Morittu non transige: «Non sono tollerabili comportamenti delinquenziali, indipendentemente dalla provenienza o dalla condizione sociale di chi li commette e non possono essere accettate zone nelle quali si radichino situazioni di illegalità o nelle quali si possa pensare che le regole dello Stato non valgano per tutti». Negli anni non sono mancate operazioni delle forze dell'ordine che di volta in volta hanno comportato il sequestro parziale di zone all'interno dei campi rom o immediatamente prossime.

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