Trasporti.

Bus a chiamata dalle periferie alla città 

Il progetto di collegamento del Ctm inizia lunedì in modo sperimentale 

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Nelle zone periferiche il bus arriverà direttamente a casa. Una rivoluzione nel trasporto pubblico, lanciata da Ctm per la prima volta nell’Isola, che parte dai territori extraurbani di Quartu e Quartucciu, grazie al progetto di bus a chiamata - Embracer - presentato ieri a Flumini dai vertici dell’azienda con i Comuni coinvolti, la Regione e la Città metropolitana.

Sperimentazione

La sperimentazione partirà lunedì, una fase pilota che terminerà ad agosto. Ma in prospettiva c’è l’idea di attivare - sulla base della richiesta dei pendolari - un servizio strutturato. Il mini bus - a sette posti e col brand Embracer - dovrà essere prenotato il giorno prima tramite App, o il numero verde - 800259745 - lo stesso call center disponibile per richiedere l’Amicobus, e arriverà al civico richiesto per poi portare i passeggeri ai nodi di scambio più vicini e poter proseguire con le linee principali Ctm (PF, PQ, 1Q, 2L). “Stiamo sperimentando un modello di mobilità flessibile e a chiamata che ha già mostrato il suo valore con Amicobus, il servizio dedicato alle persone con disabilità, e che ora vogliamo mettere alla prova su scala più ampia”, spiega il presidente di Ctm, Fabrizio Rodin. «I risultati che ci aspettiamo potrebbero aprire scenari molto concreti: estendere il servizio ad altre zone dell’area metropolitana, ma soprattutto costruire un modello replicabile nelle aree a bassa densità abitativa».

I percorsi

Sette i percorsi individuati, di cui sei concentrati nel territorio quartese: Margine Rosso-Bellavista, Foxi, Is Ammostus, Flumini, Is Pardinas, Sperassiu. «L’avvio di Embracer è una risposta concreta e attesa nella direzione di uno sviluppo reale della mobilità sostenibile nella nostra città», il commento del sindaco Graziano Milia. «Una risposta che finalmente diamo a un territorio extraurbano dove le criticità sono strutturali, quindi parliamo di un’area a domanda debole, nella quale prevedere linee fisse di trasporto pubblico tradizionale è difficilissimo. Sono convinto», aggiunge, «che questa fase sperimentale possa essere un punto di partenza, e, se i risultati lo confermeranno, come ci aspettiamo, lavoreremo perché questo modello possa consolidarsi e diventare un servizio stabile».

Un percorso è dedicato al territorio extraurbano di Quartucciu, il borgo Sant’Isidoro ma anche la frazione di San Gaetano. «Questo risultato è il frutto di un dialogo costante con il territorio alla ricerca di soluzioni fattibili e di un solido rapporto istituzionale con Ctm, che ringrazio per aver compreso la specificità delle nostre esigenze», sottolinea il sindaco Pietro Pisu. «Abbiamo trasformato una criticità storica in un modello di mobilità moderna e intelligente».Presente anche una rappresentanza dell’assessorato regionale ai Trasporti guidato da Barbara Manca, e Omar Zaher in qualità di delegato metropolitano alla mobilità e sicurezza stradale: «Questo progetto rappresenta un passaggio strategico per rafforzare il ruolo della Città metropolitana di Cagliari come soggetto aggregatore tra Comuni e Ctm, sinergia che ha permesso di costruire una visione condivisa della mobilità».

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