Il caso.

Buoncammino, rinascita a metà 

Crocieristi in cerca di bar e servizi ma per i chioschi bisogna aspettare ancora 

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Le intenzioni - sulla carta - erano pregevoli. «Viale Buoncammino diventerà il salotto buono della città». Lo disse l’allora sindaco Paolo Truzzu, il giorno dell’inaugurazione della nuova passeggiata davanti all’ex carcere. Tra l’entusiasmo collettivo di politici e cittadini; c’erano i personaggi dei cartoni animati, animazione per i più piccoli e promesse per i più grandi. Come per i nuovi chioschi: l’ultimo atto per la rinascita di questo pezzetto di città che ancora attende il riscatto. Allo stato attuale dei nuovi punti ristoro ancora non c’è traccia. Mentre sono presenti diverse criticità.

Posti limitati

L’assalto dei turisti arrivati via mare complica le cose già difficili nell’ordinario: con l’unico punto ristoro troppo piccolo per dare accoglienza e servizi a chi dopo aver ammirato il panorama gradirebbe accomodarsi e ordinare. Una decina di tavolini che si contendono un centinaio tra turisti e nostrani: indubbiamente pochi. «È una vergogna, si continua a dire che Cagliari è una città turistica e poi ti scontri con questo scempio», si sfoga Franco Lai mentre prende fiato dalla corsa e indica la struttura chiusa da circa vent’anni dietro l’area di servizio. C’è ancora l’insegna “Country. Bar, pizzeria, gelateria”, vuota da troppo tempo pare per questioni di successione tra eredi. Questioni diverse per il chiosco Luchia, chiuso a metà gennaio dell’anno scorso - dopo una battaglia legale e diversi provvedimenti comunali terminati con lo sfratto - è ancora lì, a ricordare l’inerzia o la lentezza di chi potrebbe dargli nuova vita. Sul versante opposto, i lavori milionari di riqualificazione ultimati due anni e mezzo fa non sembrano riscuotere troppo successo tra i passanti: a mezza mattina vedi più piccioni che persone. Con l’unica nota di vita umana riconducibile a due clochard che hanno sistemato i propri averi tra i cespugli e si godono l’ombra sdraiati nelle panchine. Così stona il cartello che indica il Belvedere, che di bello offre poco.

La polemica

Ne discutono anche in Consiglio. «Non posso che guardare con amarezza allo stato in cui versa viale Buoncammino: abbandono, sporcizia e promesse mancate», osserva Roberto Mura, esponente di opposizione con Alleanza Sardegna. «Un’occasione d’oro sprecata per la lentezza e la mancanza di visione di questa amministrazione. A due anni dall'approvazione delle linee guida per i nuovi chioschi e i servizi igienici, la passeggiata resta priva dei servizi minimi. Approvati i progetti esecutivi non si è saputo più nulla». Edoardo Tocco, capogruppo di Forza Italia rincara la dose: «Sono state spese tante risorse per rilanciare uno dei punti più belli della città. È necessario creare servizi e punti ristoro come promesso, non possiamo più aspettare, servono risposte concrete».

I tempi

«L’amministrazione considera strategica la riqualificazione della passeggiata di viale Buoncammino», assicura l’assessore all’Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu. Nessuna certezza sui tempi, ma anticipa: «La prima fase riguarda due chioschi lungo il viale, uno per attività di ristoro l’altro di caffetteria. Il primo nascerà davanti all’ex carcere: la Giunta ha appena approvato il protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per la realizzazione e gestione attraverso un ente del terzo settore». Poi si passa alla seconda fase: «Verrà pubblicato il bando per gli altri tre chioschi previsti, due con attività di caffetteria e uno di ristoro. Saranno i privati a realizzare le strutture sulla base delle linee guida e delle prescrizioni condivise con la Soprintendenza». Già attivate le procedure per le rimozioni dei chioschi non più utilizzati.

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