La riforma

Legge elettorale, la maggioranza accelera 

Nuovo slancio dopo le amministrative. Le opposizioni: testo incostituzionale 

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Dopo la boccata d’ossigeno arrivata dal voto nei Comuni, il centrodestra procede deciso sulla riforma della legge elettorale. E sarebbe, dunque, imminente la presentazione in commissione alla Camera del Bignami bis, il testo che dovrebbe recepire le modifiche concordate in maggioranza alla proposta di legge depositata a febbraio. Il nuovo testo potrebbe arrivare già oggi o comunque al massimo all'inizio della prossima settimana.

Dopo il voto

Intanto, un bilancio generale del voto dello scorso weekend dice che al primo turno il centrosinistra passa da 59 Comuni amministrati a 37, il centrodestra da 42 a 25, i civici da 17 a 15. La fotografia dei 118 Comuni sopra i 15mila abitanti andati al voto non mostra ancora con nettezza vincitori e vinti: saranno i 41 ballottaggi del 7 e 8 giugno a decretare - numeri alla mano - chi ha perso e chi ha guadagnato.

Ma, nel frattempo, le prime analisi di Youtrend accendono i fari sulle dinamiche che avrebbero portato alla vittoria simbolo di questa tornata: quella di Simone Venturini a Venezia. Secondo le elaborazioni, l'ago della bilancia è stata la base del M5s: la metà di coloro che alle europee del 2024 aveva votato Movimento, ha scelto il candidato di centrodestra. Un dato che sarebbe stato decisivo per la sua vittoria al primo turno.

La volontà

Intanto nella capigruppo prevista per oggi alle 14 alla Camera, come preannunciato anche dal ministro Luca Ciriani, il centrodestra chiederà la calendarizzazione del testo della legge elettorale in Aula nell'ultima settimana di giugno per poi poter procedere con tempi contingentati a luglio. A quel punto potrebbe non essere escluso un avvio dei lavori sulla riforma entro la pausa estiva anche al Senato. «Se c'è la volontà politica ci sono i tempi», osserva il presidente Ignazio La Russa.

Le opposizioni, nel frattempo, vanno all'attacco. «Non è un gioco a poker, tirino giù le carte», sottolinea Filiberto Zaratti di Avs. «Il testo presenta seri profili di incostituzionalità - evidenzia la Dem Simona Bonafé - e non sappiamo neppure se sarà quello definitivo. In queste condizioni, chiedere alle opposizioni di avviare un dialogo serio appare del tutto paradossale».

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