Una raffica di perquisizioni sono scattate ieri mattina su ordine della Procura dei Minori di Cagliari nei confronti di cinque ragazzini che avrebbero seviziato un bambino, tra giugno e settembre, riprendendo poi le violenze con il telefonino e diffondendo il video attraverso piattaforme di messaggistica istantanea. I fatti sarebbero avvenuti tra gli alunni di una scuola media della provincia, ma poi il filmato sarebbe rimbalzato da un telefonino all’altro coinvolgendo anche dei maggiorenni. Il rischio è che, anche questi ultimi, possano essere perseguiti per possesso e diffusione di materiale pedopornografico.
L’indagine
L’inchiesta, coordinata dalla Procuratrice dei Minori Maria Beatrice Zanotti, avrebbe già identificato la banda che, nelle ultime settimane, avrebbe preso di mira con sevizie e violenze il bambino. Sarebbero tutti giovanissimi, forse addirittura non punibili per il codice penale, ma al momento i magistrati e i carabinieri si stanno muovendo per accertare fatti e responsabilità. Della vicenda non trapela alcuna indiscrezione, ma a quanto pare a capo della baby-gang che avrebbe compiuto le violenze riprendendole col telefonino ci sarebbe stata una ragazzina ancora in età da scuola dell’obbligo. Proprio la giovanissima età dei protagonisti e della vittima non consente di fornire elementi ulteriori sul luogo dove sono avvenuti i fatti, né ulteriori dettagli sulla vicenda.
La ricostruzione
Stando a una prima ricostruzione, ancora sommaria, il bambino di 11 anni sarebbe stato seviziato e abusato sessualmente con una sigaretta elettronica, preso a calci e pugni, mentre due amiche del gruppo avrebbero ripreso la scena con i telefoni cellulari per poi pubblicare i video sui social. A fare scattare le indagini, da quanto si apprende, sarebbero stati i genitori della vittima avvertiti da una persona che aveva a sua volta visto il video e riconosciuto l’undicenne. Sono immediatamente scattate le verifiche da parte dei carabinieri che, nel giro di qualche giorno, avrebbero trovato i primi riscontri. Ieri mattina, su ordine della Procura dei Minori di Cagliari, sono scattate le cinque perquisizioni domiciliari nei confronti degli indagati. Le violenze e le sevizie, a quanto pare, si sarebbero ripetute dalla primavera dello scorso anno, con veri e propri atti persecutori nei confronti del bambino preso di mira dai coetanei. «Si sta attentamente monitorando ogni attività di ulteriore illecita diffusione dei video ritraenti l’aggressione sessuale», fanno sapere dai Carabinieri, «che, commessa anche da adulti, di per sé costituisce ulteriore reato». Gli adulti che dovessero ricevere e diffondere il filmato potrebbero essere chiamati a rispondere di possesso e diffusione di materiale pedopornografico.
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