Sestu.

Auto bruciate, servono più telecamere 

Cinque mezzi distrutti negli ultimi giorni: botta e risposta minoranza-Giunta 

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Tre auto distrutte dalle fiamme in una sola notte nel vicoletto che riconduce al Centro Giovani e, a distanza di pochi giorni, altre due auto andate in fumo in via Bach. Episodi che hanno riacceso a Sestu il dibattito sulla sicurezza e sul funzionamento della videosorveglianza comunale.

Un tema sul quale lo scorso 2 agosto i sette consiglieri di opposizione hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarezza sul numero delle telecamere operative, quelle fuori servizio e le cause che impediscono la piena funzionalità del sistema, oltre alle tempistiche per il ripristino dei punti ancora inattivi.

La polemica

«Ci vuole correttezza e coerenza. È compito primario della politica fare tutto il possibile per prevenire questi episodi» afferma la consigliera di opposizione Valentina Meloni, «quando sono stati chiesti i filmati della videosorveglianza per risalire a un reato o un sinistro stradale la risposta è sempre stata la stessa: il sistema non è operativo. Dicono una cosa, ma di fatto la situazione è diversa». Pronta la replica dell’amministrazione: l’impianto di videosorveglianza c’è ed è attivo, ma le telecamere presenti sul territorio sono ancora insufficienti. «Le telecamere sono funzionanti, per quanto riguarda i due episodi bisogna verificare se si trovano in prossimità di punti di ripresa», afferma il vicesindaco Massimiliano Bullita.

Le indagini

A effettuare queste verifiche sarà il Comando di Polizia Locale, che gestisce l’impianto comunale. Solo dopo aver individuato le eventuali immagini disponibili, sarà possibile capire se la videosorveglianza possa fornire immagini utili alle indagini avviate dalle Forze dell’ordine. «La copertura del nostro impianto è ancora insufficiente per poter affermare di avere un controllo ottimale del territorio — prosegue Bullita — l'impegno dell'Amministrazione è quello di ampliare il numero dei punti di ripresa». Da qui la sollecitazione da parte della minoranza sul funzionamento della rete di videosorveglianza. «Chiedere conto dello stato delle telecamere non significa fare polemica, ma compiere il proprio dovere: pretendere strumenti operativi che consentano di individuare i veri responsabili, tutelare i cittadini e garantire sicurezza a tutta la comunità», conclude Meloni.

I dati sulla sicurezza

Sul fronte sicurezza il quadro delineato dalle Forze dell’ordine sarebbe meno preoccupante di quello che potrebbero suggerire gli ultimi episodi. Nell’arco dell’ultimo anno infatti il numero di auto incendiare è diminuito. Dunque, al momento nessun allarme sociale. Resta da chiarire la natura dell’ultimo episodio avvenuto in vico Pacinotti. L’ipotesi di un incendio doloso non è esclusa, anche se gli accertamenti dei Vigili del fuoco non hanno ancora portato a una conclusione definitiva.

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