Valeria Aresti, avvocata rotale cagliaritana, analizza la causa principale di nullità dei matrimoni: l’immaturità di uno o di entrambi i coniugi. «C’è una parola che ritorna spesso nei Tribunali canonici quando si parla di matrimonio: incapacità. Non solo incapacità affettiva, ma difficoltà a sostenere un impegno reale e duraturo. Incapacità di assumere obblighi stabili, affrontare le crisi, restare responsabili nel tempo. Nel suo recente discorso alla Rota Romana, Papa Leone XIV ha invitato a cercare la verità senza perdere lo sguardo umano. Un richiamo a distinguere tra la fine di una relazione e la reale esistenza del vincolo. La nullità matrimoniale non riguarda solo ciò che accade dopo le nozze. Molte storie affondano le radici nel consenso iniziale: immaturità, fragilità relazionali, una visione del matrimonio percepita come revocabile davanti alle difficoltà. La crisi del matrimonio oggi non è solo statistica, ma culturale. Anche in Sardegna emerge una crescente fatica a vivere il legame come scelta stabile. Eppure, il vincolo implica continuità, responsabilità reciproca e, quando ci sono figli, cura del loro benessere. L’accertamento della nullità richiede rigore probatorio insieme a sensibilità umana. Dire la verità nel diritto significa evitare illusioni e riconoscere con chiarezza ciò che non è mai esistito davvero».
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