Il focus.

America’s Cup, allarme cantieri 

Corsa contro il tempo a meno di un mese dalle regate: minoranza all’attacco 

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Il conto alla rovescia segna 26 giorni. Meno di un mese per farsi trovare pronti a ospitare uno dei più prestigiosi eventi velici di tutto il mondo. Per la quattro giorni di regata preliminare dell’America’s Cup – che dal 21 al 24 maggio vedrà la città teatro del grandioso spettacolo – la tensione cresce di giorno in giorno. Il tempo scorre, e la sensazione è che corra più veloce dei cantieri. Tanti quelli ancora aperti, le scadenze serrate e il timore, per alcuni sempre più concreto, di arrivare impreparati all’appuntamento.

Il porto

Intanto, nell’area portuale, i lavori procedono per rendere il più presentabile possibile il fronte mare. «Dopo l’apertura al pubblico dei primi 230 metri della passeggiata sul lungomare di via Roma, la posa dei sottoservizi e dei nuovi asfalti lungo la viabilità parallela – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – stiamo procedendo a ripavimentare la piazzetta antistante al molo Dogana, che sarà completata entro la prossima settimana».

Un’area simbolica, appena inaugurata, in cui il contrasto appare più evidente di tutti. In questo spazio ben rifinito sorgerà il race village, il cuore dell’evento. Pensato per accogliere migliaia di persone, nei fatti, si troverà a ridosso di un cantiere destinato a restare aperto fino al 2027. Qui si muoveranno i fiumi di appassionati: da una parte il villaggio, dall’altra lavori ancora in corso.

Il Comune

Dall’amministrazione filtra comunque fiducia. «Al momento non risulta agli uffici, né da parte dell’impresa né dalla direzione lavori, alcuna criticità rispetto al cronoprogramma – rassicura l’assessore alla Mobilità Yuri Marcialis, impegnato sul fronte del Lungomare Sant’Elia, dove sorgerà l’area fan –. Le attività stanno procedendo regolarmente e senza intoppi, secondo le tempistiche previste». Sulla stessa linea l’assessora al Verde pubblico Luisa Giua Marassi: «Stiamo andando avanti e siamo fiduciosi di portare a termine i lavori – della seconda parte dell’area fan sul Lungomare Sant’Elia – entro il 20 maggio».

Eppure, tra transenne, asfalti ancora da completare e cantieri diffusi, immaginare una fan zone pronta ad accogliere fino a 20mila persone tra maxi schermi, palchi e servizi non è immediato.

L’opposizione

Proprio le tempistiche alimentano le preoccupazioni dei cittadini e le critiche, sferzanti, dell’opposizione. «Non si affrontano le criticità, manca una vera comunicazione e non esiste una strategia per rendere cittadini, operatori economici e giovani protagonisti di questa sfida – attacca il consigliere Roberto Mura, Alleanza Sardegna –. Così si rischia di sprecare una vetrina internazionale senza lasciare alcuna eredità reale». Da qui le proposte, «respinte dalla Giunta»: un tavolo operativo con commercio e turismo e l’installazione di maxischermi nelle piazze principali, «per far vivere l’evento anche alle zone più lontane dalle regate. Cagliari merita più coinvolgimento, più collaborazione e più coraggio».

Sul tema anche il consigliere Giuseppe Farris, CiviCa 2024: «Chi arriverà a Cagliari non giudicherà solo il mare e le regate. Giudicherà la viabilità, gli accessi, il porto, gli spazi pubblici, il livello complessivo di organizzazione urbana». Il punto, sottolinea, è la prova generale della città: «C’è ancora tempo per rimediare ma servono subito scelte chiare, priorità vere e una regia che fin’ora non si è vista». E conclude: «Il mare è pronto. Su Cagliari, purtroppo, i dubbi restano».

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