A San Sperate solidarietà, crescita e volontariato si uniscono nel campo di lavoro organizzato dall’oratorio parrocchiale. Nei giorni scorsi, ragazzi e adulti di tutte le età si sono riuniti per quattro giorni di attività con un unico obiettivo: aiutare il prossimo. Venticinque volontari hanno battuto le strade del centro storico bussando alle porte delle famiglie per raccogliere beni di prima necessità da donare alla Caritas. La raccolta è iniziata con la diffusione dei volantini per chiedere ai compaesani di contribuire alla colletta, e la risposta della comunità è stata significativa: tantissimi i generi alimentari raccolti che andranno ai più bisognosi.
La ripartenza fruttuosa
Un’esperienza che ha coinvolto soprattutto i più giovani, 14enni che si son messi in gioco sfidando la timidezza iniziale e buttandosi in un’esperienza di altruismo e crescita personale. Attività, momenti di condivisione e confronto hanno infatti caratterizzato questi giorni, portando i ragazzi a riflettere su paure, sogni e sull’importanza di prendersi cura del prossimo. «La gioventù di oggi ha tanti impegni e distrazioni. La nostra vittoria è stata distoglierli dai cellulari per vivere qualcosa di autentico, trasmettendo dei valori utili per il loro futuro», dice Luisa Zucca, tra le responsabili dell’oratorio parrocchiale del paese. «Quest’anno siamo ripartiti dopo anni di stop, spinti sia dalla richiesta di alimenti da parte della Caritas, sia dalla volontà di coinvolgere nuovamente i giovani nel volontariato, una sfida complessa».
Cosa è cambiato
I ragazzi, interviene Maria Chiara Lussu, volontaria 26enne, «sono spesso restii ad attività di questo tipo. Dieci anni fa, quando ho partecipato al mio primo campo di lavoro, eravamo molti di più: la crisi del volontariato è evidente. Ma un plauso va ai pochi coraggiosi che hanno deciso di unirsi a noi». Nonostante le difficoltà, infatti, un segnale positivo emerge dalle parole dei dodici quattordicenni che hanno deciso di unirsi all’iniziativa: «Durante queste vacanze estive volevamo uscire di casa e fare qualcosa di produttivo. Questa esperienza ci ha permesso di passare del tempo insieme, divertendoci, e al contempo di aiutare le persone in difficoltà».
La mano tesa
Bisognosi il cui numero, negli ultimi anni, ha subito un incremento importante: sempre più persone, infatti, si rivolgono alla Caritas parrocchiale che non sempre riesce a sopperire alle richieste attraverso gli aiuti nazionali su cui l’associazione si sorregge. «Le famiglie che si rivolgono a noi sono un centinaio: si tratta spesso di genitori con bambini piccoli ma anche single senza lavoro o con un passato difficile», spiegano le volontarie. «Negli ultimi tempi assistiamo ad una situazione di emergenza sanitaria, con tante persone che non hanno i soldi per pagare le visite mediche, e di emergenza umana, dovuta alla solitudine. I sussidi che riceviamo a livello nazionale non sempre bastano ed è in questo momento che interviene la popolazione di San Sperate, che si è sempre dimostrata generosa ed inclusiva». Solidarietà che ha trovato conferma anche in quest’ultima raccolta, che ha permesso di riempire circa quattro scaffali di beni alimentari di prima necessità.
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