Marina.

A scuola di sogni coi giocatori del Cagliari 

Riyad Idrissi e Yael Trepy incontrano i bambini alla festa di Sant’Eulalia 

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La parte più sana del tifo trasportata a teatro, con dei tifosi d’eccezione: bambini e ragazzi del quartiere Marina, che hanno accolto con tantissimo affetto i calciatori del Cagliari Riyad Idrissi e Yael Trepy. L’occasione è l’evento di apertura della festa di Sant’Eulalia, un incontro che ha messo i giovani a confronto con due protagonisti di questo inizio di 2026 rossoblù, dal titolo “I valori dello sport: scuola di amicizia e rispetto che educa alla giustizia e alla pace”.

Il piccolo teatro della parrocchia, in via del Collegio, è più che gremito: circa 150 i presenti, diversi in piedi, con tantissimi bambini e ragazzi. Indossano la maglia del Cagliari o della loro scuola calcio, e molti hanno portato dei fogli con scritti dei messaggi per Idrissi e Trepy, dalle richieste di un autografo o di una maglia fino a «Rossoblù per tutta la vita» e «Amo il Cagliari».

La testimonianza

La serata, condotta da don Marco Lai e Massimiliano Medda, va ben oltre lo sport e la passione per il Cagliari: è la volontà, da parte di due ragazzi che si sono appena affacciati in prima squadra, di utilizzare la loro storia per essere da esempio ai più piccoli.

«Sono partito da Sadali, nato e cresciuto in Sardegna», sottolinea con orgoglio Idrissi, classe 2005, genitori originari del Marocco «che hanno fatto dei sacrifici enormi per accompagnarmi cinque volte a settimana per due anni da Sadali agli allenamenti, passando per tutte le curve». Uno sforzo ripagato e un’identità che il laterale non dimentica: «Dopo la vittoria di sabato scorso abbiamo avuto dei giorni liberi, ne ho approfittato per tornare al mio paese e stare con la gente».

Trepy invece arriva da più lontano, ossia da Villeneuve-Saint-Georges, comune a sud di Parigi. A Cagliari è da tre anni e non ha dubbi: «Mi sento sardo», dice facendo scattare l’ovazione in sala. Per poi mandare un messaggio chiaro: «Non arrendersi mai. Andare via di casa a 16 anni e venire qui da solo non è stato facile, ma mi ha permesso di creare una mentalità e uscire dalla zona di comfort».

L’esempio

Idrissi è alla sua prima stagione in Serie A (con due gol, entrambi al Verona e l’ultimo sabato scorso) e usa questo suo successo personale come una forza per le future generazioni. «Dovete inseguire i vostri sogni, non mollate mai e metteteci sempre il massimo dell’impegno e della voglia in qualsiasi cosa», dice rivolgendosi ai bambini e ragazzi presenti in platea. «Anche se qualcosa sembra essere troppo grande, in realtà può essere raggiunta. E tutto quanto si fa da piccoli poi torna utile una volta cresciuti».

Dello stesso avviso Trepy, che parla un perfetto italiano. «Essere lontano da casa mi ha dato una grandissima forza. Quando sono arrivato qui non avrei mai pensato di debuttare in prima squadra tre anni dopo, né tantomeno di farlo con gol», dichiara ricordando l’esordio di un mese fa a Cremona, dove ha segnato al quarto pallone toccato il definitivo 2-2 allo scadere. «Basti pensare che, quando Pisacane mi ha mandato un messaggio per dirmi che sarei andato in ritiro, è stata un’emozione incredibile».

Momento di gioia

I bambini sono stati protagonisti della serata, rivolgendo direttamente delle domande a Idrissi e Trepy. Fra i presenti anche Ferdaous, la sorella del laterale di Sadali che gioca nell’Under-12 femminile del Cagliari, emozionatissima quando le viene dato il microfono. Tra questioni sportive e di vita, le domande dei più piccoli divertono i due rossoblù. E, prima di dedicarsi a una lunga e divertita serie di selfie e autografi, Trepy non ha dubbi davanti alla curiosità di un piccolo tifoso: «Il mio idolo nel Cagliari? Gigi Riva». Applausi.

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