A cinque mesi dall’insediamento c’è già una bozza. Tante pagine dove sono raffrontate nel dettaglio le leggi statutarie delle altre Regioni a Statuto speciale, e dove prende forma una prima idea di riequilibrio tra potere esecutivo e legislativo in Sardegna.
Le novità
Non usa proprio questi termini Piero Comandini, che ieri ha portato il testo in commissione speciale per la nuova legge statutaria, limitandosi dopo la seduta a parlare della necessità che la forma di governo sia monitorata: «In alcune regioni, dopo due anni e mezzo c’è una valutazione sull’operato del governo. Questo è un fatto democratico che migliora il rapporto tra amministrazione e cittadini». In ogni caso, lo ha ribadito anche ieri, «dovremo prendere decisioni su temi come l’elezione diretta del presidente della Regione, le forme di rapporto tra Assemblea legislativa e Giunta, i casi di incompatibilità, la valutazione delle leggi approvate, il miglioramento della partecipazione dei cittadini alla vita dell’amministrazione regionale attraverso i vari tipi di referendum abrogativi e consultivi».
Nella bozza è appositamente lasciata in bianco la parte sulla legge elettorale perché, ha spiegato il presidente della commissione, «pensiamo che serva un approfondimento su quella che deve essere la legge elettorale più adeguata a rispondere ai casi che si sono riscontrati nelle ultime due elezioni, visto che dal Consiglio sono rimaste fuori coalizioni e partiti per una manciata di voti». Comunque, quello illustrato e approvato ieri «è un primo schema, un primo canovaccio su cui si può lavorare». Altra previsione interessante riguarda il programma di governo che di solito viene presentato dal governatore nella prima o seconda seduta di legislatura. Invece, ritiene Comandini, «dovrebbe poter essere approvato ed eventualmente integrato dal Consiglio regionale». Ci sono anche dei vuoti da colmare: «Attualmente non abbiamo l’indicazione del numero di firme necessarie per presentare una proposta di legge popolare. Per analogia ci riferiamo alle diecimila sottoscrizioni previste nel vecchio Statuto. Ora siamo al lavoro per colmare questi vuoti figli della mancata approvazione della legge statutaria quando c’è stata la riforma del titolo quinto della Costituzione. Il compito del legislatore è quello di colmare questi vuoti». Fermo restando che «la legge che faremo dovrà essere frutto della maggiore condivisione possibile».
Sotto commissione
Ieri è stata anche costituita una sottocommissione di cui fanno parte i capigruppo del Pd, Roberto Deriu, del M5S, Michele Ciusa, di FdI, Paolo Truzzu, e dei Riformatori, Umberto Ticca. «Ci permetterà di andare più veloci», spiega il presidente dell’Assemblea. Posto che «la legge statutaria è solo una parte di un puzzle più complesso che comprende anche le norme di attuazione e la revisione dello Statuto su cui c’è un impegno forte della presidente Todde». In proposito, Comandini ha ricordato che «qualche giorno fa la revisione dello Statuto del Friuli ha permesso che in quella Regione possano votarsi direttamente il presidente della Provincia e consiglieri provinciali».
Secondo Michele Ciusa (M5S) «è importante trattare tutti insieme le regole del gioco. Sarà un grande lavoro. Naturalmente ci vuole il tempo congruo per svilupparlo, ma siamo impegnati fortemente per ottenere un grande risultato per la Sardegna».
Il centrodestra
Il centrodestra chiede una serie di modifiche per arrivare a una Statutaria che sia il più adeguata possibile ai tempi attuali. Sicuramente, dal punto di vista di Paolo Truzzu (FdI), «quello che abbiamo vissuto in questa legislatura, ma anche in quelle precedenti, ci dice che dobbiamo fare una riflessione sulla forma di governo, sul sistema elettorale e sugli equilibri che vanno ripensati». Umberto Ticca (Riformatori), resta convinto che «il primo passo per arrivare a un rapido miglioramento per lo sviluppo della Sardegna è lavorare sulle norme di attuazione dello Statuto. Siamo indietro rispetto alle altre regioni, ma le norme di attuazione potrebbero portare alla risoluzione di molti dei problemi principali che riguardano l’Isola».
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