Il caso

Guide turistiche, Isola bocciata tra le proteste 

Le associazioni: «Domande fuori contesto, impossibile prepararsi adeguatamente» 

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Le peggiori d’Italia. Le più “ignoranti” in tema di turismo e storia dell’arte. Le guide turistiche della Sardegna hanno ricevuto loro malgrado la maglia nera nazionale al termine del primo esame di abilitazione statale, dopo che su 500 candidati alla prova scritta dello scorso autunno, solo due fortunatissimi aspiranti pochi giorni fa hanno ottenuto il via libera all’orale, circa lo 0,6% dei partecipanti.

Un flop con pochi precedenti, contro il quale però la categoria si è ribellata, contestando domande troppo difficili, basate su un programma sterminato che ha compreso tutti i siti d’interesse d’Italia, e quindi inutili per chi si è specializzato e vuole raccontare la storia e le bellezze della Sardegna.

Delusione

Il flop dell’Isola si inserisce a dirla tutta all’interno di un panorama nazionale desolante nel quale su 29.228 iscritti, solo 12.191 candidati si sono presentati alla prova scritta del 18 novembre dell’anno scorso. E di questi appena 230 sono risultati idonei. Una quota inferiore al 2% che non a caso ha scatenato polemiche e critiche da parte dei partecipanti e delle associazioni di categoria.

Michela Mura, presidente dell'Argts, l’Associazione regionale guide turistiche Sardegna, non è sorpresa da questa strage. «L’esame era impossibile», ammette. «Sapere tutto sull’immenso patrimonio culturale italiano è infatti alla portate di pochissimi. Ma è altrettanto inutile conoscere le attrazioni del Friuli Venezia Giulia, se per tutto l’anno cerchi di promuovere e valorizzare la storia e la cultura della Sardegna».

Rivoluzione a metà

Eppure il primo esame di abilitazione nazionale era atteso con trepidazione da un settore nevralgico per l’Italia e l’Isola. I quasi trentamila iscritti fanno capire quanta attenzione ci fosse attorno all’esame che però è stato pianificato evidentemente senza alcun criterio realistico.

I temi oggetto di esame erano: storia dell'arte, archeologia, geografia, diritto del turismo e beni culturali. Declinati però a tutto il territorio nazionale. Una mole di informazioni impossibile da incamerare anche per il più zelante degli studiosi.

Contro gli abusivi

Tuttavia c'era un problema urgente da risolvere. Il boom del turismo, esploso ulteriormente dopo la pandemia Covid, ha visto nascere migliaia di professionisti “improvvisati” nel raccontare ai vacanzieri la Sardegna. Un’ondata di abusivismo contro il quale si è cercato fin da subito di mettere chiarezza istituendo quindi un albo nazionale per riconoscere le professionalità di coloro che si fregiano del titolo di guida turistica.

«Il territorio e il suo patrimonio culturale devono essere valorizzati da professionisti preparati e non da figure che sanno tutto e poco di tutto», dice ancora Mura. «L’albo nazionale deve combattere l’abusivismo dilagante, ma deve anche contestualizzare la conoscenza sui territori».

Precariato

La rappresentante della categoria sarda lancia per questo un allarme: «La legge per inquadrare le guide turistiche italiane va rivista. Perché se si vuole credere nell’industria della cultura come opportunità di sviluppo è necessario incentivare la professionalizzazione degli addetti, senza costringerli a essere per sempre guide turistiche “part-time” solo nei ritagli di tempo tra un lavoro e un altro. In questo modo si spalancano le porte alla concorrenza straniera che potrà lavorare in Sardegna per i grandi tour operator senza alcun riconoscimento ufficiale».

Mura vuole girare il dito nella piaga. «La strage di idonei all’esame di abilitazione non fa altro che sottolineare le criticità del settore. In cui mancano ancora figure che conoscano le lingue straniere. Come potremo valorizzare il nostro territorio se non possiamo comunicare adeguatamente con i turisti internazionali? Che tipo di futuro immaginiamo per la Sardegna se non ci impegniamo a promuoverla adeguatamente al resto del mondo?».

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