Addio a Germano Celant, morto a 80 anni il "padre dell'arte povera"
Dopo prestigiosi incarichi a venezia e New York, dal 2015 era direttore artistico della Fondazione PradaIl critico d'arte e curatore Germano Celant, soprannominato il "padre dell'Arte Povera", movimento artistico d'avanguardia italiano basato sulla riappropriazione del rapporto uomo-natura, autore di saggi militanti e di una serie di mostre che hanno avuto vasta eco e grande influenza, è morto all'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da circa un mese a causa di complicazioni causate dal coronavirus.
Aveva 80 anni ed era nato a Genova nel 1940. Nel 1997 è stato curatore della Biennale di Venezia; dal 1989 era senior curator al Guggenheim Museum di New York. Dal 2015 era direttore artistico della Fondazione Prada, per cui aveva realizzato importanti mostre tra Milano e Venezia.
Celant ha teorizzato, alla fine degli anni '60, l'Arte Povera, presentata con mostre e scritti (a partire da "Appunti per una guerriglia", nel 1967). La definizione di "arte povera" fu coniata per designare un gruppo di artisti italiani (tra gli altri Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini), presentati nel 1967 nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova, destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Questi artisti, secondo la presentazione del critico nel catalogo, operavano in una "nuova dimensione progettuale" che mirava "ad intendere lo spazio dell'immagine, non più come contenitore ma come campo di forze spazio-visuali".
Celant ha poi delineato la teoria e la fisionomia del movimento attraverso continue mostre, tra cui spicca "Conceptual Art, Arte Povera, Land Art" del 1970. Dopo la mostra "Off Media", svoltasi a Bari nel 1977, Celant ha iniziato a collaborare con il Guggenheim Museum di New York, che poi lo ha arruolato in seguito come curatore stabile.
Al Guggenheim Celant ha allestito nel 1994 la grande mostra "Italian Metamorphosis 1943-1968", con l'obiettivo di avvicinare l'arte italiana contemporanea alla cultura americana.
Nel 1996 ha curato la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. Nel 1997 è stato nominato direttore della 47esima Biennale d'Arte di Venezia.
Dopo aver realizzato a Genova la grande mostra "Arti & Architettura" (2004), si è dedicato alla curatela di grandi progetti della Fondazione Prada a Milano e Venezia ed è stato curatore della Fondazione Vedova a Venezia.
Tra le sue curatele recenti anche la mostra "Art & Food" alla Triennale di Milano, in occasione di Expo 2015.
(Unioneonline/v.l.)