Laconi, la storia della chiesa di Santa Sofia
Il 16 ottobre la presentazione del libro di Oriana MancaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Venerdì 16 ottobre alle 17:30, al Cineteatro “Fabrizio De Andrè” (vico II Gramsci, 8/9), l’insegnante e studiosa Oriana Manca presenterà il suo libro La chiesa di Santa Sofia di Sarcidano. Nuove fonti, archeologia e storia di un territorio bizantino e giudicale (seconda edizione aggiornata e ampliata, edizioni Libritalia, Vibo Valentia 2026). Si tratta di uno studio storico dedicato non solo a Laconi ma anche al territorio del Sarcidano, con uno sguardo particolare alla Sardegna del periodo giudicale. L’idea di rimettere mano alla precedente stesura è nata in seguito all’esaurimento della prima tiratura ed è frutto di recenti indagini d’archivio e rilievi archeologici. La nuova pubblicazione ridefinisce la cronologia e l’importanza strategica della comunità locale dall’epoca romana al Medioevo.
Una nuova luce su una pagina significativa della vita della comunità. Un contributo di conoscenza e approfondimento molto utile.
Venerdì 16 ottobre alle 17:30, al Cineteatro “Fabrizio De Andrè” (vico II Gramsci, 8/9), l’insegnante e studiosa Oriana Manca presenta il suo libro "La chiesa di Santa Sofia di Sarcidano. Nuove fonti, archeologia e storia di un territorio bizantino e giudicale" (seconda edizione aggiornata e ampliata, edizioni Libritalia, Vibo Valentia 2026). Si tratta di uno studio storico dedicato non solo a Laconi ma anche al territorio del Sarcidano, con uno sguardo particolare alla Sardegna del periodo giudicale.
L’idea di rimettere mano alla precedente stesura è nata in seguito all’esaurimento della prima tiratura ed è frutto di recenti indagini d’archivio e rilievi archeologici. La nuova pubblicazione ridefinisce la cronologia e l’importanza strategica della comunità locale dall’epoca romana al Medioevo.
Oriana Manca, storica locale e indipendente, è specializzata in Lettere moderne (orientamento storico-medievale, vecchio ordinamento accademico). A cinque anni dalla prima pubblicazione, il lavoro di ricerca risulta arricchito dallo studio più approfondito di un prezioso documento dell’Archivio Segreto Vaticano, il Privilegium protectionis emanato dal papa Onorio III l’11 giugno 1224.
Grazie alla rilettura del Privilegium protectionis, è stato risolto un errore di trascrizione ottocentesco di Dionigi Scano. La parola medievale omessa dimostra l’esistenza in quella data di due centri distinti: Lacon Vecchia (l’attuale Laconi) e Lacon Maggiore (insediamento rurale nel pianoro di Santu Lussurgiu). L’analisi diretta della copia fotostatica conservata presso l’Archivio Segreto Vaticano – con il supporto paleografico di Giovanni Serreli (Isem-Cnr) – ha permesso di decifrare il termine medievale bedere (vetere, ossia “vecchia”), precedentemente omesso nelle trascrizioni storiche del 1940. La scoperta conferma la coesistenza nel 1224 di due centri distinti: Lacon Vecchia, custode delle chiese di San Martino, San Sperate e Santa Sofia, e Lacon Maggiore, insediamento rurale distante quattro chilometri, secondo i riscontri toponomastici di Gianluca Melosu, di cui sono ancora visibili i resti presso il pianoro di Santu Lussurgiu.
La ricerca sposta l’attenzione anche sulla collina di Santa Sofia. Indagini archeologiche hanno individuato i resti di un castrum romano di circa otto ettari con mura spesse fino a due metri. I reperti emersi (tra cui monete dal III secolo a.C. al IV secolo d.C., pesi per rilievi militari e manufatti in lapislazzuli) testimoniano l’intensa romanizzazione del sito, nato come avamposto di controllo sulle vie di comunicazione interne.
Inoltre, il testo approfondisce l’ipotesi di un presidio stabile dei Cavalieri Templari nel Sarcidano durante la prima metà del XIII secolo. Nel quadro dei richiami pontifici di Innocenzo III e Onorio III per il sostegno all’Ordine dopo la battaglia di Hattin (1187), la rete di donazioni nell’area – inclusa la chiesa di Santa Sofia – avrebbe svolto un ruolo chiave nel controllo della transumanza, del pattugliamento forestale e della sicurezza lungo l’antica via per mediterranea tra Cagliari e Olbia.
Oltre a ripercorrere le fasi di valorizzazione avviate negli anni Duemila dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Ignazio Paolo Pisu e promosse dalle Soprintendenze e dal Comune, il volume solleva un accorato appello per la tutela attiva del sito di Santa Sofia. Viene evidenziata la necessità di interventi urgenti di manutenzione strutturale, pulizia dalla vegetazione e contrasto al degrado e ai furti archeologici, auspicando una collaborazione sinergica tra istituzioni, organi forestali e cittadinanza per salvaguardare la memoria storica del territorio.
Durante la presentazione del libro interverranno l’Autrice e il relatore Giovanni Serreli, ricercatore presso l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Consiglio nazionale delle ricerche.
